Una nuova era per lo spazio

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Questo martedì la NASA ha rilasciato le prime immagini raccolte dal nuovo telescopio James Webb, fornendoci nuovi orizzonti e soprattutto tante speranze per il futuro dell’astronomia.

Lanciato il 25 dicembre 2021 e attivato il 12 luglio, il nuovo giocattolo dell’ente spaziale americano è unico nel suo genere sia per complessità dei suoi sistemi che per potenza. Figlio di un programma intrapreso nel lontano 1996, il progetto è stato costantemente frenato dagli alti costi di costruzione e dalle potenziali perdite in caso di malfunzionamento. Dato il costo finale di oltre 10 miliardi di dollari, diciamo che c’erano alte aspettative per le prime immagini prodotte. Aspettative che sono state decisamente soddisfatte, surclassando per qualità e dettaglio le foto scattate dal telescopio Hubble, suo predecessore.

Tra le immagini rilasciate ci sono viste mozzafiato di un distante gruppo di galassie conosciuto come il “Quintetto di Stephan”, così come fotografie della forgia stellare della “Nebula di Carina”.

Ognuna di queste immagini è una nuova scoperta e ognuna darà all’umanità una veduta sull’universo senza precedenti” ha affermato l’amministratore della NASA Bill Nelson, durante una conferenza tenuta allo Space Flight Center di Goddard.

C’è un’immagine in particolare che sembra essere il riferimento diretto delle parole di Nelson. Questa immagine fu scattata da Hubble, ed è conosciuta come “veduta del campo profondo”. Di che si tratta? Ebbene, immaginate di essere in piedi e di tenere un granello di sabbia tra le dita. Ora, distendete il braccio e fate in modo che il granello di sabbia si stagli contro il cielo. Quella è la dimensione dell’area fotografata dai due telescopi al massimo della loro potenza, nel tentativo di catturare la densità di galassie e altri oggetti nello spazio profondo.

L’immagine ottenuta da Hubble fu rivoluzionaria, ma quella ottenuta da Webb lo è altrettanto.

Innanzitutto, l’immagine di Webb rende visibili una moltitudine di oggetti che Hubble non era riuscito a cogliere. La maggiore sensibilità di Webb permette un’immagine più nitida, che rende possibile osservare alcuni fenomeni molto interessanti: Sulla destra è possibile vedere una galassia “deformata” dalla stella che ha davanti, che con la sua attrazione gravitazionale altera la traiettoria dei fotoni emessi dalla galassia stessa.

Ma Webb ha anche altre capacità, di cui presumibilmente sentiremo parlare in futuro. Tra le altre cose, è attrezzato per individuare ed analizzare pianeti extrasolari – e sarà quindi il nostro principale strumento nella costante ricerca per pianeti abitabili.

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