Agonia dei voli low cost?

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Se fosse accertata, la notizia sarebbe una boccata d’aria per l’ambiente e per molte città, come Barcellona, Parigi, Praga, Venezia che stanno ormai sprofondano sotto la massa di turisti che, grazie a voli a prezzi ridicoli, affollano sempre le mete più gettonate. 

Un sistema che ormai è al collasso e che vede ad esempio Venezia mettere una tassa d’entrata alla città, che subisce l’assalto di 25 milioni di turisti annui. (leggi qui sotto)

Mentre a Barcellona il disagio dei residenti, confrontati con 30 milioni di visitatori l’anno, è sempre più evidente e rasenta l’esasperazione.

È comunque Rayanair, una delle più famose compagnie low cost ad annunciare, entro i prossimi 5 anni, un congruo aumento delle tariffe:

“Informiamo i signori passeggeri low cost che abbiamo iniziato la manovra di atterraggio. Prevediamo di volare meno e far pagare di più. Grazie per essere stati con noi. E’ stato un viaggio meraviglioso”.

Secondo Rayanair le tariffe minime, che oggi si aggirano intorno ai 10 euro, aumenteranno fino a 50. E non parliamo di poveri e ricchi. Volare in questi casi non è un obbligo né un dovere, e Genova o Pescara sono mete più che dignitose anche se magari prive del fascino di Londra o Budapest. Ed è anche vero che il traffico aereo low cost, oltre che intasare le città di mezzo mondo, contribuisce in maniera seria al riscaldamento climatico. Basti pensare che volare produce 285 grammi di CO2 per ogni passeggero (la media è di 88 persone a volo) per ogni chilometro percorso. In confronto, un’auto ne produce 42 per passeggero/chilometro, rendendo l’aereo il mezzo di trasporto più inquinante in assoluto.

La grande kermesse circense e aviatoria degli ultimi anni, ha permesso invasioni (neanche tanto pacifiche) di isole greche, paesi baltici o altre destinazioni che una volta richiedevano un maggiore sforzo finanziario. Al fallimento di storiche compagnie (ricordate Swissair?), hanno fatto eco l’emergere di compagnie low cost che riempivano le carlinghe di turisti stipati come in carri bestiame. Se eri ligio alle regole, pagavi quattro soldi, se appena ti muovevi sul sedile, ti veniva chiesto un supplemento. A un certo punto era anche stata ventilata l’ipotesi, per creare voli ancora più a buon mercato, di far volare i passeggeri in sedili talmente stretti da essere quasi verticali, questo avrebbe garantito agli arei una capienza maggiorata del 20%. Roba che i paracadutisti dello sbarco in Normandia stavano più comodi.

Il poduttore italiano dei sedili verticali spiegava qualche anno fa:

“Skyrider 2.0 è una poltrona innovativa, che consente una densità ultra elevata nella cabina dell’aereo. Skyrider 2.0 apre l’esperienza di viaggio a un mercato di passeggeri più ampio, creando anche uno spazio utile per l’introduzione di classi miste imbarcate sullo stesso aereo”.

A parte tutto, questa frenesia malata di viaggiare crea un sacco di problemi ovunque, meglio stare a casa, magari stravaccati in poltrona, invece che sistemati in un bel sedilino verticale con le formiche al sedere.

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