Bus, tram e treni? Il futuro è gratis

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Lussemburgo, Germania, Spagna, Estonia e Irlanda. Sono solo alcuni dei Paesi che hanno finora sperimentato o introdotto l’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici. Una piccola rivoluzione? In realtà si tratta soprattutto di un cambio di mentalità dettato da più di una buona ragione. Il trasporto su strada è responsabile del dieci percento delle emissioni di anidride carbonica a livello globale. Ma il vantaggio, soprattutto per le famiglie, è anche di natura economica, visto e considerato l’aumento del prezzo dei carburanti fossili.

Una scelta, quella del trasporto pubblico gratuito, fatta in nome della sostenibilità ambientale e della socialità, visto che, chi oggi si muove con i mezzi pubblici, deve comunque spendere diverse centinaia di franchi all’anno per usufruirne. Un cambio di paradigma, la cui bontà può essere spiegata attraverso qualche esempio pratico. Lo so, fa strano non dover pagare per il bus o il treno, eppure – volendo – si potrebbe paragonare il trasporto pubblico alle biblioteche, alla scuola o, in alcuni paesi come nella vicina Penisola, alla sanità. Tutti servizi gratuiti, che alcuni di noi sfruttano più di altri, ma che sono tutti finanziati dalla collettività.

Inoltre, se qualcuno di voi è stato a Londra, sa benissimo come i principali musei cittadini siano gratuiti. Eppure, le istituzioni museali della capitale d’Inghilterra e del Regno Unito, sopravvivono. Lo fanno anche grazie ad altri introiti come nel caso del merchandising o delle mostre temporanee, queste sì, a pagamento. Ecco perché, tornando al trasporto pubblico, secondo una ricercatrice che si occupa di infrastrutture urbane allo University College di Londra, “eliminare le tariffe significa dire alle persone che hanno il diritto a spostarsi a prescindere dai propri mezzi economici, perché si tratta di un bene pubblico”.

Così, alcune aziende pubbliche, hanno scommesso sul trasporto gratuito, convinte – pur con un evidente calo delle entrate – di poter diminuire il traffico aumentando sensibilmente la qualità di vita, in particolar modo nelle città. Senza dimenticare che un accesso gratuito ai mezzi pubblici porta, tra le altre cose, a un sostanziale risparmio sui sistemi di emissione dei biglietti ma anche sui controlli. Perciò sembra davvero questa la via tracciata per il futuro, anche se il cammino è ancora lungo e gli scettici o in contrari a quest’eventualità non mancano.

Intanto però registriamo che, l’ultima ad aggiungersi all’elenco, è stata la Spagna, offrendo corse gratuite su alcune tratte ferroviarie per non pesare sui pendolari visto l’aumento del costo della vita. Sempre recentemente c’era stata anche la Germania ad aver introdotto un abbonamento da 9 euro al mese. L’elenco dei Paesi che, in Europa, offrono corse gratuite o a prezzi decisamente popolari s’allunga di giorno in giorno. E allora c’è da chiedersi se una misura simile non possa essere la via da seguire anche da noi, per esempio in una Lugano congestionata dal traffico. La perla del Ceresio lo scorso anno era finita, guadagnandosi il 41esimo posto, nella top 50 delle città più congestionate al mondo sulla base delle ore perse nel traffico. Michele Foletti, che siano davvero i trasporti pubblici gratuiti la svolta? Affaires à suivre. 

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