Curare è meglio di guarire

Pubblicità

Di

Ieri è iniziato il processo della giovane donna che un paio di anni fa ne aveva accoltellate altre due alla Manor di Lugano. Le sue presunte liaisons con la jihad islamica, creavano perplessità non solo a noi di GAS.

La donna, ritenuta vittima di gravi turbe psichiche e di un leggero ritardo mentale, sarebbe una pericolosa terrorista secondo la procura, e una povera vittima di sé stessa per la difesa.

Norman Gobbi, all’arresto della donna si era gonfiato come un gallo cedrone, felice (supponiamo), di avere anche lui il o la sua terrorista islamica. 

D’altronde la poca simpatia del ministro per gli stranieri gli africani e i musulmani non è materia di oggi. Norman è un uomo secondo cui “il buonismo genera razzismo”, insomma, è colpa di quelli permissivi se poi altri diventano razzisti. (leggi qui sotto)

poi, le numerose gaffes anti italiane, non hanno fatto che corroborare l’immagine di un individuo che più che la giustizia, persegue suoi ideali personali dove lo straniero semplicemente non è contemplato, è visto come un fastidio o alla peggio come un criminale. Gobbi troppo spesso ha valicato la linea della decenza e del buon gusto nei rapporti coi nostri vicini. (leggi qui sotto)

Gobbi a parte, ci si domanda quanto valore abbia la tesi secondo cui la donna, con evidenti problemi mentali, sia o no legata in qualche modo ad organizzazioni terroristiche o a individui radicalizzati. Basti ricordare che era finita nel mirino della polizia federale per aver voluto seguire in Siria un uomo conosciuto in chat. E il fatto che la donna ancora oggi asserisca di essere una jihadista e che rifarebbe tutto e meglio, non depone certo a favore della sua sanità psichica.

Perciò, se vogliamo il mostro terrorista a tutti i costi, accomodiamoci con coca cola e pop corn a vedere il processo del secolo, se invece pensiamo che una povera donna psicolabile (e indubbiamente pericolosa) aiutiamola ad avere cure psichiatriche, piuttosto che il pubblico ludibrio di gente con la bava alla bocca che non vede l’ora di avere il primo terrorista islamico in terra ticinese. Gobbi, poco dopo il crimine scriveva:

“Un motivo in più per condannare con fermezza questa violenza assurda, motivata da estremismi che non possono trovare spazio nella nostra comunità. Il Ticino è un paese sicuro”. (leggi qui sotto)

La condanna deve essere commisurata alla pena. Ma soprattutto, deve tener conto di problemi psichici o psichiatrici. Il Ticino, non è l’isola felice che vorrebbe farci credere Gobbi, i numerosi delitti, violenze domestiche e altro, lo dimostrano. Semplicemente il Ticino è come il resto del mondo. Certo, da noi si sta meglio e si è più sicuri, ma le sacche di disagio, di problemi mentali e psichici esistono e vanno curati prima possibile. Poi la jihad è solo un contorno per gente dal palato facile. Se non era l’estremismo islamico a muovere la mano della donna, sarebbero stati probabilmente i rettiliani.

In attesa di una sentenza, che sicuramente commenteremo, ribadiamo che le soluzioni non sono quasi mai a valle, ma spesso, troppo spesso anche se ignorate, a monte.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!