Dalla schizofrenia ai cinghiali…

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L’appuntamento settimanale questa volta non può che iniziare dall’Italia… 

… mamma mia, mai vista tanta depressione ludica. Sarà anche colpa della televisione, quella che ti permette di saltare da un canale all’altro, e se in contemporanea ti vedi un Sampdoria-Juventus e con un click passi a Manchester United-Liverpool, non è un altro calcio ma un altro sport. Un livello tanto basso non lo si è mai visto oltre confine.

Già, e i media sembrano non accorgersene, o perlomeno fanno finta di «essere sani: non sanno se ridere o piangere e batton le mani» (Gaber forever!). Gli è che proprio una settimana fa dicevamo che due erano le squadre salvabili (Milan e Napoli), adesso ne è rimasta una sola, la partenopea.

Già. Anche se per correttezza non dovremmo dimenticare gli avversari: un conto è giocare contro l’Atalanta, un altro contro il Monza. Però un fattore generale e valido per tutti sembra chiaro: le cinque possibilità di sostituzione hanno ulteriormente allargato la forchetta tra i club più ricchi e il resto del mondo.   

Il Davide contro Golia che intanto ha partorito un misero pareggio tra Juventus e Sampdoria. Per questa stagione i torinesi hanno speso in commissioni quanto i doriani in stipendi … ecco abbiamo detto tutto. Senza infine dimenticare che il Napoli veleggia anche grazie alle prodezze di un giovane sconosciuto, pagato una cicca e proveniente da un campionato della periferia dell’impero: Kvaratskhelia, un 2001, arrivato dalla Georgia ed subito battezzato «Kvara», diminutivo di «Kvarashow» o «Kvarastella».  

Sulla nuova stella del Napoli qualcuno sussurra che deve il suo exploit al fatto di non capire una parola che è una della lingua italiana. Dunque è al riparo dalle raccomandazioni e indicazioni di Spalletti (che, diciamolo, non è sempre capibile, nemmeno dagli italofoni). Può darsi. E comunque la serie A vive una situazione di schizofrenia: appena un calciatore ha un raffreddore subito si pensa ad un acquisto. La Juve in questo non ha avversari. Hanno appena preso Rebic e subito si pensa ad altri, neanche dopo 90 minuti! Intanto mettono in discussione anche Zacharia. E Rabiot, ripudiato pubblicamente, è diventato titolare. Sembra il Paris Saint Germain dei poveri: fa collezione di figurine. Di seconda mano. O di un album di 15 anni fa.

Così vanno le cose quando il mercato è aperto a campionati in corso.

Se tocchi questo tasto allora il pessimismo dilaga. Nei primi mesi si è come «spatriati», senza terra ferma. Poi ci saranno 3 o 4 turni chiamiamoli «normali» perché da metà ottobre tutti i calciatori più importanti avranno occhi solo sul Mondiale. E tireranno indietro il piedino, coppa o non coppa. Che stagione è ? Assurda, non ci sono altre qualifiche. Dal narcisimo alla schizofrenia per finire nell’imbonimento, uno schema già utilizzato dai politici azzurri. 

Parliamo d’altro. Già due settimane fa avevi dichiarato finiti i campionati tedesco e francese. Non era difficile ma i risultati sembrano confermare questo pronostico. 

Bayern Monaco e Paris Saint Germain hanno «fatto cappotto». Il primo ma non ultimo. Sì, possiamo gà pensare ai titoli di coda. C’è solo un auspicio, che questo strapotere non si trasformi in noia e dunque in «voglia d’altro», tipo la Super… . Noi intanto possiamo appassionarci ai club minori. In Germania fa piacere il bell’inizio del FC Union Berlin, guidato da Urs Fischer, già allenatore di Zurigo, Thun e Basilea. Niente male. In Francia invece ha iniziato un po’ così Lucien Favre, altro mister targato «ch». Il suo però è un ritorno e sappiamo come nel calcio queste cose non siano mai semplici, le minestre riscaldate hanno anche loro una storia particolare. 

E del nostro calcio … diciamo nulla ? 

Il turno di coppa svizzera non ha prodotto sorprese. Tutti i club di serie maggiore hanno agevolmente passato il turno. Dunque «tut a post». Però c’è spazio anche per un sorriso. La Nazionale under 17 (che non ha proprio una storia risibile!) è in ritiro in Ticino. La sorpresa per queste giovani promesse è stato l’acceuil. 

In che senso ? Il Ticino è proverbialmente ospitale per la Nazionale?

Nessuno discute. C’è stato però un imprevisto che di più non si può. Arrivati al campo di allenamento di Campagnadorna (regolarmente cintato, diciamolo a scagione di chi ha organizzato) si sono trovati a fafre i conti con una sorpresa quasi fantascientifica: il terreno di gioco. Visitato nella notte dai cinghiali … . Non i bianchi, quelli degli antichi splendori di una civiltà remota cantati da Battiato, con gli studenti di Damasco vestiti tutti uguali. A Mendrisio erano scuri, del terzo millennio, che non hanno fatto uso di bisturi. La strada per i Mondiali 2026 è fatta anche di queste conoscenze.

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