Dialogo sui campionati che iniziano

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Contento ? Certi campionati sono iniziati… 

Non «certi» ma «i» campionati, quelli più belli e interessanti: francese, tedesco e inglese. Il resto se non è noia poco ci manca. 

Senbrano però già finiti prima di iniziare: al Bayern Monaco e Paris Saint Germain sono bastati 90 minuti (45 ai tedeschi!) per mettere subito in chiaro le cose, si dia loro il titolo 2023 e finiamola lì. In Inghilterra nella consolidata lotta fra Liverpool e Manchester City si può inserire forse, dico forse, il Tottenham ma… anche qui il destino sembra già segnato. Io comunque tifo Arsenal.

Non guardiamo solo i risultati dai, il pallone è anche emozioni, tifo, partecipazione ai riti collaudati, rapporti personali, chiacchiere…  

Va bene. Allora diciamo subito che gli stadi sono tornati a «fare il pieno» quasi dappertutto. Un bel segnale. Favorito anche dal fatto che si gioca con temperature abbordabili (quando si va in scena la sera, ovvio!): bello andare allo stadio in pantaloni corti, fermarsi al «processo in diretta» con la birretta in mano, rivedere persone, raccontare aneddoti e… stupidate. Poi, chiaro, se c’è anche un bel calcio (ed in questi campionati accade spesso) allora la festa è completa. Dei campionati citati mi piace soprattutto il ricorso a giovani e giovanissimi (un po’ di 2004, qualche 2005!). Lo si fa perché ci si crede, non perché costretti dalla mancanza di soldi, o altro (F.C. Lugano in Europa, ehm, ehm). A livello di spettacolo infine… contraddicendo il risultato, si è visto un gran bel Liverpool. 

E del calcio svizzero … cosa diciamo ?

Difficile essere più precisi di Gene: «Allerta clima mite», titolava un suo contributo all’Eco dello sport. Però farei un’aggiunta, citando un maestro: «dai diamanti non nasce niente/dal letame nascono i fior». E sabato sera tra Grasshopper e San Gallo è stata una bella partita. Dunque non disperiamo. Senza dimenticare che alla cavellette mancava un ragazzo ticinese molto interessante: Morandi. Un nome sul quale scommetterei, magari anche in prospettiva Nazionale… 

Certo che poi la classifica, con i campioni in carica all’ultimo posto… . Lasciamoci sorprendere, dai… . 

Vogliamo dire nulla di quello italiano ?

Gli  argomenti si sprecano. Cominciamo da quelli belli. L’entusiasmo sembra tornato, i numeri della campagne di abbonamento sono chiari. Diverse tifoserie sembrano rianimate: la fine della dittatura juventina si manifesta anche così. Poi ci sono due club i quali, pur restando lontani dalle vette europee, si sono mosse bene sul mercato: Milan e Roma. Come direbbe Cassano: «chapeau».

E gli aspetti negativi ?

La Coppa Italia, così come concepita e organizzata è un insulto alla storia del calcio. Favorire ancor di più le squadre forti… ma scherziamo ? Le coppe, tutte le coppe, sono nate proprio con l’intento opposto. Poi, ridicolo dei ridicoli, il meme collettivo proclamato da allenatori e presidenti: «siamo in ritardo». Ma come si fa? Le date erano definite da mesi… . Certo che se invece di allenarsi e/o prepararsi (dove sono finiti i famigerati «ritiri pre-campionato», quei collegi dai quali erano all’ordine del giorno fughe e complicità? ) si va in giro per il mondo a sfidare fusi orari e compagini incomplete ma di presunto pari grado, o blasone …

Ma in America non c’è stata una specie di Super League ?

Ah, ah ah… buona questa. Neanche i tifosi più incalliti ricordano oggi i risultati di quelle partite. Il calcio è anche memoria. No, ci si è andati per obbligo contrattuale nei confronti della banca (la JP Morgan Chase)  che in pratica ha già anticipato i soldi per la Super (ed i club l hanno già spesi… fenomeni). 

Mamma mia che scenari stai dipingendo… 

Tutto rientrerà, tranquillo. Verrà invocato il «To big to Fall», il cosiddetto «troppo grandi per fallire». Sono tempi così. 

Dai lasciamo perdere sto argomento che, minimo, ricorrerà con cadenza regolare e annoierà.

Allora un pensiero nostalgico a Gianni Mura. Questa è la settimana della lettura della sua palla di lardo, delle sue analisi e prospettive. Con griglia di partenza … . Manca. 

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