Faccetta nera in colonia

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Ve li ricordate i bei tempi delle colonie fasciste? In quegli anni (parliamo del periodo intercorso dall’inizio degli anni ’20 ai ’40) le vacanze dei balilla e delle piccole italiane, erano un littorio dovere.

In anni in cui le vacanze erano un miraggio per il 90% degli italiani, anche le affollate colonie in Romagna, gremite da migliaia di bambini comandati a bacchetta, sembravano un miraggio. Nel periodo d’oro del fascismo, su 80 chilometri di litorale romagnolo, si contavano ben 240 colonie. Ma è con la nascita della GIL (Gioventù italiana del Littorio) nel 1937 che il Partito fascista raggiunge l’obiettivo del controllo sulla totalità delle colonie. Nel 1936 il Ministero dell’Interno conta 3.821 edifici adibiti a colonia climatica, di cui 55 colonie permanenti, 60 temporanee e 3.165 diurne.

Ed è forse per nostalgia di questi bei tempi andati (guerra, persecuzioni politiche e razziali sono dettagli), che l’associazione Evita Peron, costola femminile di Forza Nuova (leggi qui sotto), 

movimento politico di estrema destra conosciuto per le sue bieche iniziative di stampo fascista e per simpatie filonaziste, ha deciso di ricreare quei begli ambienti nostalgici. 

A denunciare la cosa è Alessandro Bongarzone, romagnolo (come il Duce, ma guarda tè!), sindacalista e candidato per Unione Popolare, un partito italiano di chiaro stampo comunista.

Bongarzone, denuncia le colonie di stampo “fascista”, con tanto di alzabandiera e inno italiano ( e fin qui si potrebbe soprassedere) ma anche con il catechismo nero nei confronti dei bambini da parte di personaggi equivoci:

“…Un dirigente di Casa Pound e uno della Rete dei patrioti a indottrinare bambini e bambine. Le foto e i video del campo parlano da soli. Si vedono due neofascisti, Salvatore Ferrara, che si presenta sul suo profilo facebook con l’evocativo nome di SSalvatore, e Lorenzo Cafarchio, militante di Casa Pound e rappresentante della casa editrice Altaforte”.

L’associazione Evita Peron, ha utilizzato una casa scout, ma proprietari ignoravano che il gruppo fosse un movimento politico, e i responsabili degli scout hanno infatti dichiarato:

“…se avessimo saputo chi erano quando hanno prenotato, mai avremmo concesso la struttura (…) quando ha prenotato il soggiorno, l’associazione si era presentata con un altro nome. Non potevamo sapere che dietro ci fosse un gruppo politico”.

L’associazione Evita Peron, nella sua pagina Facebook scrive in merito all’operazione: 

“La priorità è insegnare ai ragazzi tutti quei valori oramai volutamente cancellati dal mondo moderno”

Colonie estive, ovviamente aperte solo agli italiani, che qui impareranno valori che possiamo facilmente immaginare. Per fortuna, non è che le colonie abbiano la frequentazione dei tempi passati. Alle centinaia di balilla fanno eco poche decine di piccoli sfortunati, con famiglie tanto beote e fanatiche da mandare dei bambini in una colonia dove vengono indottrinati politicamente. Un’altra triste amarezza che si somma ai deliri post-fascisti con cui ormai l’Italia ci ha abituati a confrontarci

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