Jovanotti e la sua ultima spiaggia

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Fra i tormentoni dell’estate non ci sono solo le canzoni, ma anche chi quelle canzoni le canta o – come nel caso di Jovanotti e del suo Jova Beach Party – lo spettacolo che ci sta attorno. Jova Beach Party accusato di essere sovradimensionato e di mettere in grande pericolo i delicati ecosistemi delle spiagge in cui, fin qui, il megaconcerto si è svolto. È, per esempio, ciò che è accaduto a Fermo, nelle Marche, dove un gruppo di biologi e naturalisti ha spiegato in un video le ragioni per cui un evento come quello voluto da Jovanotti non è esattamente un toccasana per il già fragile e minacciato ecosistema delle dune presenti sulle spiagge.

Uno show della portata del Jova Beach Party fa parlare non solo i fan del cantante Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti. Da qualche tempo infatti non sono pochi i detrattori che lo hanno aspramente criticato per i danni prodotti dal suo tour che sta attraversando l’Italia da nord a sud. Eppure Jovanotti non ci sta ad essere accusato di greenwashing né di aver deturpato le aree in cui si sono svolti i suoi concerti. Fin qui ha sempre rispedito al mittente tutte le critiche ricevute e lo ha fatto anche con una reazione e un tono piuttosto energico. 

Jova Beach Party non mette in pericolo nessun ecosistema, assicura il “pirata” Jovanotti. A suo dire, non solo le spiagge vengono ripulite, ma addirittura portate ad un livello superiore di come erano prima dei concerti. Alla faccia di tutti gli econazisti (questo il termine usato) rancorosi. Eppure i rischi legati ad eventi come il Jova Beach Party sono stati spiegati e biologi e naturalisti hanno chiarito la ragione per cui organizzare concerti di quelle dimensioni sulla spiaggia è sostanzialmente una pessima idea.

Ad aver preso posizione su tutta questa faccenda c’è stato pure il noto geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi che con una lettera aperta, dalle colonne de La Stampa, ha voluto spiegare a Jovanotti in modo pacato, ma con tanto di dati alla mano, le ragioni per cui il Jova Beach Party andrebbe fermato o quantomeno completamente ripensato. “Il problema – scrive Mario Tozzi – non sta nella manifestazione in sé ma negli impatti che, come si vede chiaramente nelle foto del Jova Beach Party dall’alto, sono dirompenti, semplicemente per il numero di persone che vi partecipano. Un conto sono cento persone, un altro cinquantamila.”

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“Un recente studio – continua il geologo – ha stimato che dalle spiagge del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena ogni bagnante che passa una giornata al mare porta via con sé, volente o nolente, dai 50 ai 100 grammi di spiaggia. Lo studio è stato elaborato per la famosa spiaggia di Budelli che veniva sistematicamente depredata delle sue sabbie rosa e che è stata chiusa all’accesso proprio perché comunque 10 bagnanti trasportavano almeno un chilo di sabbia al giorno. Moltiplica questa cifra per le tue diecimila o cinquantamila persone e vedi a che montagna di sabbia si arriva, senza contare che si balla e ci si agita aggiungendo erosione ad erosione.”

Ma Tozzi non si tira indietro neppure di fronte alle questione degli eco-nazisti. “Non devi pensare che ci sia una pattuglia combattiva di eco-nazisti, come li hai chiamati che vuole distruggere la tua iniziativa per invidia sociale. (…) Ci sono ecologisti di lunga data che come me studiano l’ambiente da un punto di vista scientifico e che ne hanno viste abbastanza per suggerirti di rinunciare a questo progetto, e rimodularlo legandolo a vere iniziative di compensazione ambientale.”

In attesa della risposta di Jovanotti, a prenderne le difese, si è fatto avanti nientemeno che il buon Matteo Salvini. Sì, il leader leghista, noto anche per le sue incursioni estive al Papeete Beach di Milano Marittima, se n’è uscito con un lapidario: “Fare polemiche ideologiche pseudo-ambientaliste perché uno va a fare un concerto in spiaggia mi sembra veramente triste”. Secondo Salvini Jovanotti andrebbe non bastonato, ma al contrario premiato perché, dopo la pandemia, è riuscito a far divertire migliaia di ragazzi in maniera sana. Che le spiagge rischino di essere cancellate poco importa. Sembra davvero il male minore. 

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