Le proposte dell’UDC? Tornare al medioevo

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Ultimamente l’UDC, sembra essersi scrollata come un cagnone a bagno nel lago, per ringalluzzirsi e ricominciare a mitragliare il Ticino e i ticinesi di proposte che, nel migliore dei casi, ci porterebbero indietro di decenni.

Così, Piero Marchesi, in una sua intervista, riesce a chiedere di smettere di dare sussidi per termopompe e auto elettriche (se no a suo parere restiamo senza elettricità). Marchesi paventa un rischio Blackout che è solo nella sua testa, visto che la Svizzera è comunque in una situazione privilegiata con l’idroelettrico.

D’altronde l’Udc era la stessa che nella votazione del 13 febbraio di quest’anno: “Fanciulli e adolescenti senza pubblicità per il tabacco”, difendeva il fumo perché creava posti di lavoro. Parimenti, l’UDC era anche contro “via sicura” il programma di intervento della confederazione per ridurre i morti sulle nostre strade.

Insomma, per Marchesi, se si incentivano le auto elettriche e le termopompe, rischiamo di rimanere al freddo e al buio, meglio continuare con la nafta. Idrocarburi forniti magari da uno dei soci di Swissoil, di cui Albert Rösti, suo predecessore a capo del partito, è presidente. (leggi qui sotto)

Finita lì? Macché, in un gustoso post, Fosco Gobbi, ex candidato UDC per il Nazionale, esprime il suo sdegno per i “troppi” trasporti pubblici che ci sarebbero in Ticino. Ribadendo che se si vuole risparmiare energia, è meglio evidentemente sopprimere qualche tratta di bus e treni.

Dove Gobbi abbia letto che oltralpe pensano che abbiamo troppi bus e treni rimane un mistero. Forse da Zurigo, dove passa un tram ogni 3 o 4 minuti?

Per non parlare degli attacchi al lupo, che sembra diventato il pericolo pubblico numero uno. Al pari degli immigrati di Salvini, l’astio UDC per il canide selvatico raggiunge picchi, questi sì, da medioevo. 

Insomma, ognuno ha le sue idee, ma al giorno d’oggi, riuscire ancora a tirare la volata ai produttori di petrolio o dire che i mezzi pubblici sono troppi, è anche antistorico. Ci domandiamo cosa deve succedere a Marchesi, Chiesa e compagnia per rendersi conto (38 gradi di massime in Ticino pochi giorni fa) che è in atto un serio e pericoloso cambiamento climatico e che una presunta penuria di elettricità è il minore dei problemi. È come se sei al gabinetto e ti accorgi che è quasi finita la carta: una cosa sgradevole ma non una tragedia epocale.

Per cui, se gli UDCini vogliono continuare su questa strada bene, avranno i voti dei petrolieri e dei loro amici, di chi odia treni e bus e di chi si farebbe un scendiletto di lupo anche oggi. Magari mettendoli insieme si riesce anche a vincere, non so. So per certo che quello che vedo mi fa paura, e che l’UDC non è in grado di comprenderlo, o finge di non capire per coprire interessi che a noi non toccano minimamente. Questa se non è una realtà scientifica (come il riscaldamento climatico), poco le si allontana…

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