Lo schifo fatto legge

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L’ipocrisia della destra statunitense che ha permesso con l’elezione di giudici ultraconservatori alla corte suprema, la revisione della legge sull’aborto, continua a mietere vittime.

Vittime che sono le povere capofila di una schiera di ragazze senza mezzi, inadeguate, spesso provenienti da contesti sociali degradati. Sono loro soprattutto a subire una legge che ha fatto fare un salto indietro di 50 anni agli States. (leggi qui sotto)

Potremmo definirlo l’ultimo regalo avvelenato di Donald Trump, che con le sue politiche scriteriate, ha rotto l’equilibrio della corte suprema, eleggendo una maggioranza di giudici oltranzisti, destrorsi e fanatici religiosi. Scrivevamo solo il mese scorso:

“Eppure, ormai da diversi decenni, l’Occidente sta assistendo a una sorta di guerra civile, una guerra santa che dilania le nostre società, soprattutto quelle più aperte alla modernità. Accade, per esempio, negli Stati Uniti. Ma non solo lì. Con due visioni inconciliabili che si combattono, anche con violenza, dato che in America i medici che praticano l’aborto non di rado vengono assassinati e le cliniche, in cui si pratica, date alle fiamme. Il tutto in nome di Dio e di convinzioni che andrebbero forse riviste.” (leggi qui sotto)

In questi giorni un’altra vittima, un altro esempio di come sia crudele e idiota questa legge è emerso in Louisiana, uno degli stati più conservatori e retrogradi degli USA. Qui una donna si è vista negare il diritto all’aborto, nonostante il consiglio dei medici. Il feto aveva una gravissima malformazione cranica, che non avrebbe permesso al bambino di sopravvivere per più di qualche giorno al parto. L’ospedale ha però deciso di non praticare l’intervento per paura di incorrere nei rigori di legge.

Siamo a una svolta immensamente crudele, che colpisce sia la madre che il bambino. La madre, perché costretta a continuare la gestazione e sentir crescere il figlio nel ventre avendo la certezza della sua morte imminente. Il feto, che da embrione o poco più, dovrebbe svilupparsi e poi nascere con un aspettativa di vita di ore o giorni. Una tortura psicologica mostruosa.

Anche questa donna, alla 14esima settimana di gravidanza, ha dovuto forzatamente scegliere di “migrare “ in un altro stato in cui l’aborto è ancora permesso.

Se c’è un aspetto demente e orrendo in questa legge, è soprattutto in questi casi limite. Un altro orrendo caso era assurto alle cronache a inizio luglio, per una ragazzina poco più che decenne, stuprata e rimasta incinta a cui era stato negato il diritto all’aborto. (leggi qui sotto)

Un altro caso che ci rende difficile se non impossibile capire quali contorte circonvoluzioni mentali viaggiano come vermi nella terra corrompendo le menti di milioni di americani, che confondono il diritto alla vita con una specie di proprietà dell’utero femminile. 

Noi possiamo solo inorridire e compiangere, anche perché della nostra solidarietà, la bambina dell’Ohio e la donna in Louisiana se ne fanno poco. Combattere delle idee orrende, che perniciosamente impongono alla donna una serie di regole quasi bibliche è un dovere. Personaggi così ci sono anche in Europa, veicolata d quelle destre opportuniste come ad esempio in Polonia. (leggi qui sotto)


Questo è invece il nostro dovere di Europei. Non solo il libero mercato e la circolazione, ma il dovere di combattere per i diritti altrui, per le donne e anche per i bambini, per un mondo sano e accogliente, per mani tese e non per pugni sempre pronti a calare per giudicare. 

Gli stati uniti, ormai persi nei loro deliri destroidi, sembrano perdersi nelle tenebre del fanatismo. Saprà l’Europa tenere salda la barra del timone nel solco della tradizione dell’illuminismo?

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