Perdersi per sempre nella Senna

Pubblicità

Di

Delfini, balenottere, orche, beluga son tutti mammiferi come noi, mammiferi che a un certo punto del loro percorso evolutivo hanno scelto il mare. Di tornare a vivere nell’acqua. Ma non sempre questo loro ritorno nel liquido amniotico da cui tutto ha avuto origine, da cui ha avuto origine la vita è stata la scelta più azzeccata. Per l’uomo, i mari, son terreno di caccia. Di un saccheggio senza regole. Inoltre l’inquinamento prodotto dall’uomo, in particolare quello acustico, rende ancor più dura e disperata la loro sopravvivenza. Così può capitare che ci si smarrisca, perdendo la strada, proprio come nel caso del beluga bloccato nella Senna, un cetaceo lungo quattro metri, del peso di circa 800 chili, che, in Francia, si trovava da venerdì in un bacino della Senna a Saint-Pierre-La-Garenne.

Chiamato anche balena bianca, il beluga è un cetaceo dell’Artico. Eppure, in un’epoca di grandi sconvolgimenti, può purtroppo capitare che uno di loro finisca per perdere la bussola, ritrovandosi in acque che non sono esattamente quelle in cui dovrebbe stare. Individuato per la prima volta nella mattinata di martedì 2 agosto, le condizioni di salute del beluga in questione non apparse immediatamente critiche. Era ferito e sottopeso. Fin da subito, salvarlo, è sembrata a tutti una missione disperata.

Lamya Essemlali, co-fondatrice e presidente di Sea Shepherd France, organizzazione no-profit per la conservazione delle specie marine, ha spiegato che alcuni attivisti da giorni stavano utilizzando dei droni per seguire il cetaceo. La priorità era che il beluga venissenutrito con pesce anche congelato per non farlo morire di fame cercando poi di accompagnarlo verso l’oceano. I beluga solitari possono a volte migrare verso Sud, in cerca di cibo, e sopravvivere per brevi periodi anche in acque dolci, ma comunque accade solo molto raramente che queste creature si avventurino così lontano dall’Artico. 

Nel frattempo nella notte di due giorni fa è iniziata una complessa operazione di salvataggio del cetaceo. Dopo quasi sei ore di lavoro, l’animale è stato recuperato dal fiume grazie con una gru e collocato poi su di una chiatta dove è stato immediatamente affidato alle cure di una dozzina di veterinari, prima di essere trasportato più a nord su di un camion frigorifero. Peccato solo che il viaggio della speranza non sia servito a granché. Le condizioni di salute del beluga smarritosi nella acque della Senna sono state fin da subito definite “allarmanti”.

https://twitter.com/SeaShepherdFran/status/1557204551664541697?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1557204551664541697%7Ctwgr%5E7f08cba8be251a646551251b9290aa46d021f0af%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.france24.com%2Fen%2Feurope%2F20220810-stranded-beluga-whale-lifted-out-of-france-s-seine-river 

E infatti questo gigante del mare non è sopravvissuto. È morto durante il trasporto verso la costa, l’animale è stato soppresso a causa del degradarsi delle sue condizioni di salute. È stato ucciso per risparmiargli l’agonia. La speranza era che non si ripetesse ciò che è accaduto lo scorso maggio, quando la denutrizione aveva causato la morte di un altro gigante del mare, un’orca che si era persa sempre nella Senna, in Normandia.  Anche in quell’occasione, gli sforzi per riportare il cetaceo verso il mare erano stati fallimentari e, una volta recuperata la carcassa dell’animale, l’autopsia aveva addirittura rivelato la presenza di un vecchio proiettile conficcato nel cranio. 

Il segno della nostra vera natura e di come l’uomo pur cercando – di fronte a casi disperati come questi – di fare il possibile per salvare il singolo animale, è in realtà all’origine e l’unico responsabile della sesta estinzione di massa e, per quanto si sforzi, non sta ottenendo granché. La morte del beluga rischia davvero di essere la metafora di ciò che ci aspetta. Il presagio di quanto ci attende. Pensando al clima, la situazione è ugualmente disperata. E se anche in quel caso i nostri sforzi risultassero vani? A quel punto a far la fine del beluga sarebbe l’intera Umanità.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!