Polizia federale fatta di dilettanti?

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Se io sbaglio non muore nessuno (almeno spero). Lo stesso non può dire un anestesista ad esempio. Per questo io non faccio né l’anestesista, né il poliziotto né il boia, tutti mestieri che se sbagli possono avere serie conseguenze. Ed è per questo che in mestieri a rischio, ci sono controlli incrociati e protocolli da seguire alla lettera.

Cosa che evidentemente non fa la polizia federale, dopo aver “bruciato”, il nome dell’informatore che aveva, con la sua soffiata, permesso di appurare che le minacce contro l’’ex Consigliere di Stato Dick Marty e membro dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa*,- che non è la comunità europea, come spesso si confonde – erano reali e pericolose. (leggi qui sotto)


Dick Marty, dal 2020 è sotto protezione, tempo fa scriveva in un’intervista:

“Era il 18 dicembre 2020 quando ho ricevuto una chiamata della polizia mi informava che ero in pericolo di vita e annunciava che sarei stato messo in un programma di protezione di alto livello da parte della polizia”.


Un allarme di livello 5 (il massimo) secondo la fedpol, ma Marty si è rifiutato di sparire come previsto dal programma “per me sarebbe statio impensabile”, dichiarava.
Marty, sarebbe stato sotto la minaccia di frange radicali dei servizi segreti serbi. A raccontarlo alla fedpol, appunto, un informatore.

Ora tutti sanno che gli informatori vanno tutelati, lo sappiamo da quando guardavamo le serie di Starsky e Hutch. L’informatore lo incontri in un luogo appartato e non racconti agli amici al bar bevendo una birra come si chiama. Ovvio.

Non così evidentemente per la fedpol, che, secondo i media avrebbe:

“… inoltrato una richiesta d’informazioni a quelle serbe, dimenticando di nascondere i nomi dei mandanti. E questi, grazie a una fuga di notizie, hanno potuto apprendere della richiesta svizzera e capire chi li aveva indicati.”


No, bravi, complimenti, roba che un piedipiatti novellino di ronda a Hell’s Kitchen impara i primi tre giorni. Sto poro merlo vi fa la soffiata, salva una delle poche personalità ticinesi che vale veramente la pena di salvare, e voi chiedete informazioni su di lui ai serbi? Roba da venditori di frittelle, altro che polizia federale. Ora il tizio ha dovuto scappare in Svizzera (ovvio) col rischio che in Serbia lo facessero fuori.

L’informatore, a sua volta sentito, ha dichiarato: “Un grave errore, non capisco come abbiano potuto fare una cosa del genere!”.
E un po’ lo capiamo, non conosciamo i bestemmioni che tirano nel Kososvo o in Serbia, ma suppongo che quelli del povero informatore li abbiano sentiti fino a palazzo federale!

*Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione intergovernativa nata nel 1949 con l’obiettivo di promuovere la tutela dei diritti umani, lo Stato di diritto e la democrazia. Nell’ambito del Consiglio d’Europa è nata la Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU), le cui violazioni vengono sanzionate dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (Corte EDU), pietra miliare per la tutela dei diritti fondamentali in Europa.”

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