Un milione di rubli alla “Madre eroina”

Pubblicità

Di

Le cifre dei morti nella guerra scatenata dalla Russia in Ucraina sono impietose. Secondo le stime fatte dagli Stati Uniti, a partire dal 27 gennaio scorso, sarebbero tra i 70’000 e gli 80’000 i soldati russi morti o feriti nel corso del conflitto. Ovviamente sono cifre da prendere con le molle, considerando la fonte. Eppure, per una Russia che ha visto crollare il proprio tasso di natalità e che vede nello spopolamento del Paese la sua più grande minaccia, anche se fossero molti di meno, sarebbero comunque tutti morti di troppi. Ecco spiegato forse il motivo che ha spinto Putin a rispolverare una vecchia usanza sovietica premiando con un milione di rubli quelle donne che hanno partorito e accudito almeno dieci figli.

Dieci figli sono un’immensità. Soprattutto oggi, in un’epoca in cui, soprattutto in Occidente, la tendenza è quella di averne sempre meno se non addirittura nessuno. Così, per invertire la tendenza, e invogliare le madri russe a partorire quasi come se non ci fosse un domani, ecco che ritornano di nuovo in auge un titolo e un premio tanto in voga in epoca sovietica. Quello di “Madre eroina”, rilanciato nei giorni scorsi dal presidente russo. Lo stesso Vladimir Putin che ha definito la denatalità come una delle principali minacce per il Paese. Peccato solo che, ad aver ulteriormente aggravato la situazione, c’è la sua scelta politica più controversa di sempre: l’invasione dell’Ucraina. 

Ogni “Madre eroina”, insieme all’onorificenza otterrà anche un milione di rubli. Un milione che, tradotto in franchi svizzeri, si aggira attorno a 15 biglietti da mille. In pratica, non proprio un’enormità. Aa aver riportato la notizia è stato il giornale “The Moscow Times”, precisando che il titolo sarà conferito alle donne che hanno generato o genereranno e cresceranno dieci o più figli. Lunedì il presidente russo ha firmato il decreto che ripristina questo titolo istituito per la prima volta da Stalin nel 1944, sulla scia delle massicce perdite di vite umane dovute alla seconda guerra mondiale. 

Eppure, malgrado la pomposità del riconoscimento, difficilmente un’iniziativa del genere sarà in grado di invertire la rotta. Putin non può davvero pensare di far fronte alla crisi demografica della Russia, la cui popolazione è in declino da decenni, con una pacca sulla spalla e due spiccioli in più per quelle madri che c’hanno preso gusto a esserlo. All’inizio del 2022 gli abitanti censiti erano poco più d 145 milioni, con un calo di circa 400’000 persone rispetto all’anno precedente. Un tasso di flessione della popolazione russa quasi raddoppiato dal 2021 – quando la pandemia di Coronavirus ha portato al più grande calo demografico naturale dalla fine dell’Unione Sovietica – e quasi triplicato rispetto al 2020.

Una lenta e inarrestabile decrescita che, com’era prevedibile, s’accompagna a un aumento degli anziani e ai problemi connessi a questo lento e inarrestabile invecchiamento della popolazione. Anche se tornare a fare figli potrebbe essere la soluzione, probabilmente non sarà il bonus appena reintrodotto a far sì che la popolazione russa torni a scommettere sul futuro sfornando pargoli a ripetizione. Saranno comunque poche le madri che lo faranno per ottenere il premio. Un assegno che verrà staccato solo quando il decimo figlio vivente avrà compiuto un anno. Diritto che, per la cronaca, rimarrà inalterato se un figlio dovesse morire mentre è nelle forze armate o in un attentato terroristico.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!