Casa Martini, una necessità

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Qualche tempo fa, un certo signor de Vittori, si era lamentato per essere stato “buttato fuori” (parole sue e dei giornalisti di TIO) da Casa Martini a Locarno. Mi sono detto che pur evitando la polemica era interessante capire meglio quelle realtà, come casa Martini, che sono, a tutti gli effetti delle valvole di sfogo per disagi improvvisi o di lunga durata che, purtroppo, ci sono sempre più spesso anche in Ticino.

L’illusione di vivere in un mondo dorato nell’alveo della ricca Svizzera, è presente ancora in una buona fascia della popolazione. E se è vero che rispetto ad altri paesi non stiamo male, i disagi finanziari, psicologici, i rovesci di fortuna o le situazioni diffuse di povertà sono sempre più presenti.

In trincea, ci sono diverse strutture o uffici, cantonali e in parte privati, che cercano di rimediare, nei limiti del possibile, dando una mano dove necessita. Una di queste è la fondazione Francesco per l’aiuto sociale, che si rimanda ovviamente al fraticello di Assisi e che altrettanto ovviamente è diretta da Fra Martino Dotta.

La fondazione Francesco gestisce sia casa Martini a Locarno che il centro sociale Bethlehem a Lugano. Sfatiamo però un mito: Casa Martini non si chiama così per smanie egomaniache di Fra Martino, l’omonimia è casuale, essendo la casa di Locarno di proprietà, prima dell’acquisto, della famiglia Martini.

Assolto Fra Martino, abbiamo pensato di chiedergli esattamente cosa è e di cosa si occupa casa Martini, insomma, vogliamo sapere cosa è esattamente un centro sociale di prima accoglienza.

Fra Martino risponde volentieri: 

“Un centro sociale di prima accoglienza, è in definitiva uno spazio dove le persone, indipendentemente dalla loro situazione o statuto legale, possono accedere e fruire di servizi di base come abitazione, alloggio o in alcuni casi, anche di cambio abiti.”

Va bene Fra Martino, ma chi si occupa di queste persone? Non è un ostello, giusto?

“No, sono sempre presenti degli operatori socio-educativi (educatori), che accolgono, ascoltano ed eventualmente indirizzano gli ospiti a riorientarsi verso altri servizi che possono aiutarli più nello specifico, come per esempio la Pro Infirmis, la Pro Senectute o il servizio psico sociale.”

Fra Martino racconta che gli educatori hanno la formazione per prendersi a carico il disagio momentaneo di chi fa capo alla struttura, persone formate che ascoltano, sostengono e aiutano, nel limite del possibile, gli utenti in difficoltà.

Ma chi arriva a casa Martini? Lo chiediamo sempre al frate più celebre del Ticino:

“Casa Martini è la classica struttura a “bassa soglia”, ovvero che accoglie persone di varie estrazioni ed età. La maggior parte sono residenti nel distretto e nelle zone limitrofe (Locarno, Solduno, Losone…) ma possono anche arrivarci segnalazioni da altri distretti per dei collocamenti d’urgenza. Per quanto riguarda posti letto d’urgenza ci siamo noi e casa Astra e anche Emmaus, a condizione però che chi risiede partecipi ai progetti.” 

Secondo te mancano strutture del genere in Ticino?

 “Beh, qualcosa si sta muovendo: Casa Marta è in programma a Bellinzona. A Lugano come fondazione si sta ristrutturando la masseria di Cornaredo, con la possibilità di accogliere persone in difficoltà. Il progetto, a livello politico, sostenuto dal cantone, è orientato ad avere almeno 4 strutture cantonali nei vari distretti. Strutture che possano anche ospitare vittime di violenza domestica, sfratti, lungodegenti a causa del covid che hanno perso l’alloggio.”

Ma Casa Martini è gratuita o chiedete qualcosa?

“In realtà no: chiediamo solo un piccolo contributo simbolico, che serve a responsabilizzare le persone, per non dare l’idea che è tutto gratuito e a portata di mano. Il tutto nella prospettiva di dare un valore a quanto offerto e anche per togliere quel senso di vergogna che spesso perseguita chi si trova in difficoltà.

Per il pernottamento, la nostra è una struttura non sussidiata, abbiamo però un accordo con l’USSIi che garantisce la copertura per chi ha diritto all’assistenza. Comunque gestire una struttura del genere ha dei costi, soprattutto per il personale (che ricordo è presente 24 ore su 24) e i cuochi professionisti per garantire la cucina. Casa Martini si finanzia anche con delle donazioni, è a tutti gli effetti una piccola impresa sociale.”

Quante persone sono  impiegate? 

“sono 6 educatori che garantiscono la copertura dei turni nell’arco della giornata, poi ci sono 2 cuochi e 3 vegliatori notturni.

Il tutto con la prospettiva di potenziare la struttura per garantire un servizio ottimale, anche visto l’aumento progressivo del numero di ospiti (soprattutto per i pasti). Diamo anche la possibilità di venire a ritirare i pasti, spesso in difficoltà ci sono anche nuclei familiari.”

Questa di Casa Martini e altre realtà, coprono dei bisogni primari, aiutano persone in difficoltà, in preda a volte alla depressione o al panico. Un rifugio sicuro, con persone accoglienti e gentili, è il passo fondamentale di una società troppo volta al profitto e al successo. A volte la sfortuna si accanisce e allora ci troviamo, insospettabili vittime, a dover chiedere aiuto. Sta alla società non fare pesare a chi è fuori dai giochi, il suo ruolo. Perché la fortuna gira per tutti, e domani magari potrebbe toccare anche a noi.

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