Dialogo su Akanji e Okafor, le nuove promesse rossocrociate

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Con i gironi delle coppe europee si inizia a fare sul serio…

… Senza privarci delle imbecillità vaganti e sempre presenti attorno al mondo del calcio. A Liverpool si invitano i tifosi alla stanzialità («Non andate a Napoli: vi rapinano»), a Parigi non lasciano entrare gli juventini con la loro maglia bianconera e questi, con nonchalance, trovano sfogo in cori beceri contro il Napoli. Il Napoli ? No, non ci siamo. E la deriva continua, senza la minima reazione da parte degli organi preposti. La Uefa si è impegnata con una campagna contro il razzismo (forse perché costretta da certe sue star ? non proprio bianche con gli occhi azzurri ?, il sospetto è lecito) ma poi basta, è finita lì. 

Ma ci sono altri margini di azione ?

Eccome no. Per esempio occorrerebbe impedire agli speaker ufficiali di essere tifosi. Fin dalla proclamazione delle formazioni ci sono figli e bastardi. Altro che «ospitalità» … . Non parliamo poi della comunicazione inerente il marcatore, con il tono sommesso per la squadra ospite e l’annuncio trionfale, e ripetuto e chiamante la partecipazione del pubblico, quando a segnare è un beniamino di casa. Non sono cose belle, mi pare. A me piacerebbe che in simili frangenti si mantenesse un tono neutro, o egualitario, perfino freddo. Infine, ma non da ultimo, si potrebbe anche utilizzare in maniera alternativa e originale il cosiddetto Var (o la cosiddetta ? ma… ). Usarlo a livello postumo, ma con sanzioni immediate, in caso di simulazione. Certi cascatori, quelli che vogliono solo imbrogliare, non possono passarla sempre liscia, e continuare imperterriti . Una qualche multa, o ammonizione non guasterebbe. 

Parliamo di calcio giocato … 

In Europa c’è una sola squadra a punteggio pieno, quella che un po’ di mesi fa ha vinto la Champions. Tutti parlano ed il Real vince. Un grande inizio, non c’è che dire. Altra rottura del ghiaccio in toni trionfali l’ha fatta Haaland, il centravanti del City. In campionato o coppa lui segna, segna sempre (10 in Première, 2 in Champion). Un fenomeno. E’ riuscito persino a smuovere Pep Guardiola dalla sua consolidata abitudine del non parlare di singoli. Su di lui si esprime, eccome. E non solo per rispondere agli scettici che lo vedevano come nemico del norvegese («Guardiola non ha mai giocato con un centravanti fisso, cosa l’hanno comprato a fare ?», era il ritornello).

Il trasferimento di Haaland riguarda anche il calcio svizzero, o sbaglio ?. 

A quanto pare sì: è anche grazie al suo preavviso che Akanji è approdato in questo top club. Alla domanda chi è l’avversario che più ti mette in difficoltà ha risposto: «non era un mio avversario ma un compagno di squadra, al Borussia Dortmund: uno svizzero … ». Bene così, dai. Eppoi non sottovaluterei la grande prova di Okafor, il centravanti cresciuto nel Basilea che con la maglia del Salisburgo è riuscito a perforare (con doppio tunnel!) la difesa del Milan. Una promettente prodezza. Ecco, il martedì di coppe lo archivierei sotto questi due nomi: Akanji e Okafor. Aspettando Zacharia, sia chiaro. 

Anche perché Ronaldo era davanti al piccolo schermo, dopo tanti e tani anni di faville …

Probabile. Più probabile ancora su YouTube, a rivedersi nelle stagioni più fulgide. Non un gran finale, il suo. Sempre che poi in Qatar non gli riesca un canto del cigno sontuoso: diffidare dai leoni feriti è regola eterna.

Torniamo ai campionati … 

In tanti si pensava che i turni infrasettimanali favorissero i grandi club, quelli con la panchina di qualità infinita. E invece in Italia ecco la capolista che non ti aspetti: l’Atalanta. E in Germania Freiburg e Dortmund. La realtà è però un’altra ancora: la champions la si paga in campionato, fisicamente e soprattutto mentalmente. Uno sguardo ai risultati delle compagini coinvolte lo dimostra. E alla cassa sono passati anche i primi allenatori esonerati: Sinisa Mihajlovic a Bologna

e Thomas Tuchel a Londra, sponda Chelsea. C’erano gi segnali, va ammesso. In fondo in fondo i club non erano più convinti fin dall’estate scorsa…

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