Dialogo sul Berlusca, Totti e… il Bellinzona

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Cominciamo con un sorriso ?

… Va bene, con le più belle battute lette in settimana. La prima riguarda il Liverpool visto a Napoli, sai cosa ha scritto il super tifoso inglese Jack O’Malloy ? «sembrava l’Inter vestita di rosso». La seconda riguarda Silvio Berlusconi, o quel che ne resta. Dopo settimane di «prediche tattiche» è riuscito a licenziare l’allenatore del Monza. E fin qui … niente di nuovo sul fronte pallonaro, anche a Londra, sponda Chelsea (che rimane una delle più vincenti d’Europa) i nuovi boss hanno voluto segnare il «cambio di proprietà. Silvio ha fatto di più: in una puntata di «Porta a porta», quella trasmissione che fa uso ed abuso di plastici, ha confessato che  …«da giovane ero un grande atleta: sono arrivato a correre i 100 metri piani in 11 secondi netti!». Un rapido calcolo e qualche dato statistico ci direbbe che, fosse andata così, sarebbe andato in finale alle Olimpiadi di Helsinki, nel 1952. Però niente, Bruno Vespa si fregava le mani… . 

Se la metti su questo piano, quello del pettegolezzo, anche io che «non so» posso metterci del mio. I miei giornali, no: tutti i quotidiani e settimanali, hanno dedicato tantissimo spazio agli stracci volati tra il Pupone e Ilary Blasi. Gli artefici del matrimonio perfetto stanno scrivendo l’epilogo della loro storia come tanti disperati. Accuse e minacce, vendette e ripicche. Il tutto quasi in diretta. La storia della trafugazione dei Rolex poi … 

… su quella dico la mia, quella «dell’impegnato»: in merito agli orologi extra-luxe (ma questo marchio come farebbe a vivere senza i calciatori?) mi è piaciuta molto una battuta trovata sul web: «Ci vuole il Var!»

Torniamo a noi, al Ticino voglio dire. Bene ma non benissimo, o sbaglio ?

Già, a cominciare da Bellinzona, club con tanto passato, poco presente e nessun futuro (parere personale). Le dichiarazioni sugli allenatori passati dalla panchina del club granata (definiti uno disonesto, l’altro quasi alcoolizzato) sono parole che i tifosi non meritano, al di là della loro ipotetica veridicità. Non si fa così, non si dicono queste cose omettendo il fatto che qualcuno li ha poi scelti, questi mister … . Non è la prima volta che il factotutm del pallone della capitale (presidente, tecnico, procuratore, padre di dirigente, comunicatore …)  si comporta come il ragazzino capriccioso che, quando le cose si mettono male, in qualità di proprietario del pallone lo sequestra e se ne va dichiarando terminata la partita. Adesso il pallone è stato affidato a Baldo Ranieri, vediamo fino a quando. Poi c’è l’intervista rilasciata da Valon al Blick, le sue dure parole contro Vlado. Se è andata così è giusto dirlo, ma … non 3 anni dopo, dai … . Cosa significa, che il buon Behrami ha vissuto per tutto questo infinito periodo con questo groppo in gola ?   

Basta parole, dai. Parliamo di pallone vero…..

Balottelli sembra una «vaca vegia» però il suo arrivo ha rivitalizzato tutto l’ambiente vallesano. Ora tocca a Tramezzani trovare il «gerovital sicuro» per il già bomber azzurro. Riuscisse a trovare il necessario «Cocoon», uno dei posti sul podio non lo leva nessuno al Sion. 

E uno sguardo al campionato italiano ?

Se solo un mese fa qualcuno avesse ipotizzato l’occupazione di due poltrone fra le prima quattro da parte di Atalanta ed Udinese sarebbe stato preso per pazzo. A parte questo la vecchia abitudine del «non gioco» persiste. Sembra quasi che le partite inizino all’ 88mo minuto. Nell’ultimo turno quante reti sono state segnate negli ultimi istanti della partita ? Parecchie. A memoria: Napoli, Inter, Juve, la stessa Udinese … . Una volta la si chiamava «zona Cesarini», adesso la si potrebbe definire com un «al diavolo gli schemi e chi li ha inventati».

Comunque anche negli altri campionati c’è qualche «sorpresa», no ?

Come l’ «Union Berlin», grande, grande. Però le statistiche dicono che una piccola vince in Europa ogni 15 anni, una per tutta l’ Europa!. Quest’anno, con i calendari schizofrenici potrebbe anche accadere, ma è difficile. Dipende dalle cosiddette grandi, e qui c’è chi pareggia dando la colpa al Var (non era da perdenti un simile atteggiamento ? eh cara Juve, una volta eri detentrice di uno stile, una volta) e chi lo fa schierando come titolare giovani e giovanissimi. Lasciamo parlare i numeri: la più grande promessa dei bianconeri si chiama Nicolò Fagioli, quella bavarese Mathys Tell. Tutti e due quest’anno sono scesi in campo 3 volte, il secondo anche da titolare e ha segnato un gol. C’è però un’altra differenza: Fagioli è un 2’001, Tell un 2’005. Fra i due ci sono quattro anni, cioè un Mondiale, od Olimpiade.  Li chiamano però entrambi giovanissimi.

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