Dialogo sulle… dimissioni ed il Mondiale Assurdo

Pubblicità

Di

La parola della settimana, inutile farla lunga, è «dimissioni». Che nessuno inoltra, tanti suggeriscono, molti auspicano.Quando poi è riferita ad altri allora diventa quasi un ritornello…

Immagino a chi ti riferisci, anzi c’è l’imbarazzo della scelta: Allegri, Inzaghi, Zhang … Senza ovviamente escludere Salvini. No, nessuno sembra essere propenso a questo gesto che, ce lo ha insegnato Dino Zoff, «rimane rivoluzionario». Lui lo fece in risposta ad una critica rivoltagli da Silvio Berlusconi, aggiungendoci un «non accetto critiche da chi… ». Detto tra parentesi era il Presidente del Consiglio, allora, il «meno male che Silvio c’è». Dino: la dignità, e abbiamo detto tutto. Comunque le dimissioni più gravi sono state inoltrate e praticate, firmate proprio da uno che non vuole lasciare il posto. Allegri in pratica ha dimissionato il gioco, e lo va in giro a dire. («Contano i calciatori, non il gioco»: sono parole sue). Semm a post.

Zoff, Berlusconi, la stessa parola «rivoluzione»: stai portando indietro il calendario di un bel po’ di anni. Non ti sembra il caso di restare sull’attuale ? Per esempio sulla Nations League, che piace solo a chi vince (Mourinho insegna, con la Conference elevata a Infinita Coppa).

Veramente viene screditata solo da chi vuole esacerbare sempre tutto, negando nel contempo la memoria. La Nations League è nata «anche» in risposta alle troppe inutili amichevoli che le Nazionali si organizzavano nel loro tempo prestabilito. Qui, se non altro, con la suddivisione in gruppi omogenei (non come le qualifiche) ogni compagine si confronta con una loro pari o quasi. Concedendosi pure i giusti esperimenti, anche tattici. Sembra quasi una competizione dove i risultati contano fino ad un certo punto (basta non arrivare ultimi, questo importa) e dunque … bene. Nel senso che l’alternativa sarebbe comunque peggiore.

D’accordo, se no fosse per i diritti tv, non più direttamente incassati da ogni Federazione ma venduti in blocco dalla Uefa. E siamo alle solite:  la grana, la grana che muove tutto … 

Su questo argomento occorre al momento un po’ di prudenza. Siamo alla vigilia del Campionato del Mondo più assurdo della storia del calcio. Prima del centenario, sarà nel 2030, ci tocca anche questo. Clima insostenibile pur nella scelta di una stagione al Qatar favorevole, morti sul lavoro, situazione socioeconomica incredibile (ci sono ancora gli schiavi…), addirittura nemmeno vi sarà la possibilità di ospitare i tifosi tutti, che dovranno alloggiare ben lontani dagli stadi. Ne leggeremo di orrende, è sicuro. Già chi l’ha pensata sarebbe da condannare senza se e senza ma, chi poi l’ha votata … lasciamo perdere. Assurdo, ed è ancora poco.

Sì, d’accordo, ma restiamo al calcio …

…non cambiano di molto i toni, anzi emergono nuovi aspetti che nulla hanno a che fare con il regolare svolgimento delle partite. Un Mondiale senza ritiri preparatori, dunque lasciati ai singoli club (no: ai calciatori come individui, quelli che possono, i piÙ uguali degli altri  …) non lascia presagire nulla di buono. Vi sono giocatori che «forzano» per esserci, altri che tirano indietro il piedino sempre per esserci. Un barnum. Ed i club che comunque pagano i salari ai calciatori si trovano tagliati fuori. Quando equilibri decennali vengono ribaltati così sfacciatamente … c’è poco sa stare quieti (stavamo per scrivere «allegri»). Vien quasi da dire che se il calcio sopravviverà a questa orrenda manifestazione sarà già gran cosa. Ma vi è da dubitare sugli effetti collaterali. VI è da ipotizzare che il calcio non sarà uguale dopo il Qatar.  

E se ti chiedessi di tornare «in campo», per quanto sia possibile ? magari lasciando stare le donne ?

Ah ti riferisci all’arbitra che debutta in Italia. Bene direi. Per il resto ben tornati campionati, possiamo prendere tutte le scuse che vogliamo ma le domeniche senza pallone sono orfane. In merito ai diversi tornei risulta interessante l’ultimo bollettinoCIES Football Observatory. Questa settimana vengono messi gli accenti sui dati anagrafici di tutti i campionati. Sai chi è il club piÙ giovane nei 5 tornei maggiori ? Il Valencia (con una media di 23,99), seguito dallo Stoccarda (24,22) e dal Southampton (24,40). Appena fuori dal podio l’Arsenal (24,43). 

E del nostro campionato ?

TI dico solo gli estremi: il più young è il San Gallo (24,74), quello più «esperto» (si dirà così?) il Servette (27,83). Non lusinghiera la situazione del Lugano, penultimo a 26,80… . 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!