Dicker torna con “Il caso Alaska Sanders”

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Joel Dicker, incurante del giudizio primo dei lettori (lo si ama? lo si sopporta? a lui interessa solo farsi leggere), è tornato. Ed è nuovo grande successo, soprattutto in Italia.

Che lo si voglia o no, questo è il romanzo dell’estate 2’022. Almeno per i lettori di lingua italiana. «Il caso Alaska Sanders», del ginevrino Joel Dicker, ha dominato le classifiche di vendita da inizio giugno a fine agosto, il trimestre più ambito dai librai. Lo ha fatto in Italia, ma non in Francia né Germania (peggio ancora è andata negli States) e questa è una novità. Il buon Joel questa volta non ha giocato solo sul tavolo dei singoli episodi (lo stesso gesto narrato da più punti di vista, o visti da angolature differenti …); con Alaska ha alzato il tiro, andando a «giocare» anche con i suoi romanzi precedenti, tirandoli in ballo con escamotages diversi. Riecco allora Harry Quebert (che non casualmente è tornato in classifica … nove anni dopo la sua esplosione mondiale), riecco i Baltimore. Ma non si tratta di sequel, caso mai degli spin-off (vicende collaterali improvvise, attinenti alla trama fino ad un certo punto) degne delle migliori telenovele. In due occasioni sembra quasi «Beatiful»: vedasi il rapporto amoroso tra il ragazzo e la madre del suo compagno, e il dilemma dello scrittore che quando mancano 60 pagine si mette a scrivere il «suo nuovo» romanzo, iniziando dal titolo: «Il caso Alaska Sanders» cioè quella storia che noi già stiamo leggendo da 544 pagine !. Qui ovviamente il lettore si sente prese in giro, e con Dicker non è tanto raro, però gli occhi sono incollati alla pagina e non si smette mai, via di corsa per tutte le 607 pagine. Perché, lo si voglia o no, lui è davvero bravo nel mantenere alta la tensione e l’attenzione. Sarà tecnica, ma non ci pare una colpa, sarà mestiere o esperienza, ma nel chiudere capitoli per riaprirne subito altri, non ha eguali. 

Poi Dicker sa pure delineare alla grande la tipologia dei personaggi: ragazzi di oggi normali ma strani, famiglie tutte dedite alla conquista di un benessere di facciata, il male che piomba all’improvviso ben celato da una patina di bene, e al contrario … . Infine ma non da ultimo gli investigatori, una coppia assai originale Perry e Marcus, un ex-poliziotto in pensione ed uno scrittore, vecchie conoscenze che ogni tanto fanno finta di litigare ad hanno un modo di interloquire tra loro che fa scattare sempre il sorriso. E tacciamo dei segreti, questi hanno un’importanza centrale nel forsennato ritmo della narrazione. Il reo confesso che ritratta, la ragazza uccisa che «bella e brava sì, ma … », la sorella del reo confesso che fa la poliziotta ma …  . In un accavallarsi di emozioni e ipotesi, la tensione tra pancia e intelletto del lettore è un sollecitante più unico che raro, «Il caso Alaska Sanders» fila via come nessun altro romanzo, o giallo. Alla faccia di chi lo denigra.                                                                                                                                                                  

«Il caso Alaska Sanders», 2022, JOEL DICKER, tr di MILENA ZEMIRA CICCIMARRA, ed. La nave di Teseo, 2022, pag. 607, Euro 22.00.

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