La grandine grossa e assassina

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È la morte che piove dal cielo. Immaginate soltanto la ferita che lascia negli occhi, la grandine che colpisce violentemente il vostro orto oppure la vostra auto. Ma la grandine può essere grande come ciliegie o peggio come mele. Ce ne sarà sempre di più. Si formerà e distruggerà come un tempo non faceva. Oggi, per esempio, uccide. In Spagna una bambina è stata uccisa dalla grandine. La piccola, trasportata immediatamente in ospedale, è deceduta a causa delle ferite riportate alla testa.

Aveva venti mesi, era piccola piccola, eppure pensare che possa essere morta per una sassaiola di chicchi di grandine fa davvero spavento. Orrore. È la natura che si ribella. Presenta il conto. E lo fa nel modo più crudele possibile. Dal cielo dovrebbe piuttosto arrivare la manna, o qualsiasi altra cosa che nutra la terra e chi la abita. Purtroppo un cucciolo di uomo, una bambina, è morta in Spagna nella località catalana di La Bisbal d’Empordà. È morta dopo esser stata colpita da un chicco assassino. Un grosso chicco di grandine. Colpita alla testa, la piccola è stata trasportata in ospedale in gravi condizioni e se n’è andata dopo poche ore.

La forte grandinata ha sorpreso tutti. Alcuni chicchi erano giganteschi. Avevano un diametro di dieci centimetri. Enormi. Chicchi di fronte ai quali ci ritroveremo sempre più spesso tutti. Sempre più grossi. Con il surriscaldamento globale la grandine sarà più intensa. Più distruttiva. Del resto la cronaca estiva degli eventi meteorologici estremi ci ha regalato siccità, incendi e temporali intensi. Ci ha regalato anche un grosso proiettile di ghiaccio che ha colpito sulla testa una creatura innocente. Chicchi sempre più grandi, sempre più pericolosi.

All’interno delle nuvole che danno origine ai temporali, le gocce d’acqua si ghiacciano. E la dimensione finale dei chicchi è semplicemente proporzionale all’intensità della turbolenza che li ha generati. Grandinate, alluvioni e picchi di temperature si sono sempre verificati, ma i cambiamenti climatici ne hanno cambiato la frequenza e la distribuzione geografica. Quel che ci dice la scienza, invece, è che la sua intensità e la sua violenza stanno aumentando. 

Durante i temporali, gli esperti negli ultimi anni hanno potuto assistere a fenomeni più violenti per quel che riguarda le piogge e che la grandine si forma con un diametro più grande. Non è la regola, ovviamente, ma il rischio si è parecchio intensificato perché c’è più calore in gioco, più energia coinvolta e le correnti ascensionali sono più forti. E, sembra quasi banale ribadirlo, tutto questo ha certamente una correlazione con il cambiamento climatico in corso.

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