La paura definitiva

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Una fobia è definita come “paura, senso di orrore, odio o avversione; specialmente una paura irrazionale e estrema causata da un particolare oggetto o circostanza”. Esempi comuni includono la paura dei ragni (Aracnofobia, che colpisce circa il 10% della popolazione mondiale) o degli spazi chiusi (claustrofobia). Recentemente ne è stata identificata un’altra, conosciuta come “la fobia definitiva”.

Si tratta dell’apeirofobia, dalla parola greca per infinito “apeiros”. Per dare un’idea di come questa paura si manifesta, possiamo pensare al celebre film “ricomincio da capo”, con Bill Murray come attore centrale. Nel film, il protagonista si ritrova bloccato a rivivere lo stesso giorno ancora e ancora in un ciclo senza fine. Nella disperazione, finisce per suicidarsi – ritrovandosi nuovamente a inizio giornata. 

Il nucleo dell’apeirofobia sta proprio nel temere di ritrovarsi in una situazione simile. Le persone affette da questo tipo di fobia temono un fato simile a quello vissuto da Bill Murray; bloccati per l’eternità in un loop infinito di vita senza la possibilità di morire. Nei casi osservati questo timore prende diverse forme: c’è chi vive con il terrore di risvegliarsi nel mattino dello stesso giorno, chi teme che la reincarnazione lo costringerà a soffrire vita dopo vita, e chi semplicemente ha paura di essere o diventare immortale. Filo conduttore di questi scenari è la sensazione di non avere un vero e proprio punto di riferimento: nel caso di un eterno ciclo di reincarnazione o di un qualche tipo di loop temporale, non sarebbe possibile sapere qual è la nostra “vera” vita, quale iterazione di noi è la prima e l’originale. 

La ragione per cui questa fobia è particolarmente interessante nonché debilitante è che si riferisce a una circostanza da cui, se mai dovesse verificarsi, sarebbe impossibile sfuggire – mentre persone affette da altre fobie sanno di poter sempre fuggire da ragni o spazi ristretti. È proprio questo rimuginare sull’idea di una qualsiasi forma di vita eterna a creare degli effetti psicologici particolari e insoliti. La vita eterna è generalmente ritenuta un concetto impossibile ma comunque desiderabile, ma per una persona affetta a apeirofobia si tratta solo della prospettiva di passare un’eternità di noia, un’eternità spesa ad accumulare lutti e a ripetere esperienze negative.

Nei casi più critici, in cui alla fobia sono annessi anche diversi tipi di patologie mentali, può svilupparsi un generale “disinvestimento” nella vita; il soggetto si allontana da amici e parenti per non dover soffrire il fatto di perderli ancora e ancora, o rinuncia a svolgere nuove attività per “tenersi da parte” cose e esperienze da fare per lenire la noia in futuro.

Ma per la maggior parte dei casi, le persone affette scelgono di vivere nel modo più prevedibile e organizzato possibile – in modo da distogliere la mente dai loro pensieri offensivi sull’infinito. 

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