L’Italia ha scelto Giorgia

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“D’accordo?” In Italia, la destra ha stravinto le elezioni e avrà una larga maggioranza che le permetterà di governare, ma soprattutto di dimostrare agli italiani di che pasta è fatta. E se una donna posseduta dal duce sarà finalmente all’altezza del compito. “Io sono Giorgia. Sono una donna. Sono una madre. Sono italiana. Sono cristiana.” Giorgia Meloni è davvero tante cose e, in un Paese che da tempo è una sorta di laboratorio delle democrazie occidentali, dovrà comunque fare i conti con il fatto di essere, proprio come scrive la CNN commentando l’esito del voto, il primo presidente del consiglio italiano di estrema destra dai tempi di Benito Mussolini.

Non proprio un motivo di vanto, eppure gli elettori del Belpaese, dopo aver premiato il populismo targato Movimento Cinquestelle quattro anni fa, oggi aggiustano il tiro e scelgono in massa il sovranismo e l’amica di Orban, Giorgia, profondamente euroscettica, conservatrice fino al midollo, apertamente anti-LBGTQ+, critica nei confronti della legge sull’aborto e orientata, ça va sans dire, su politiche anti-migratorie che prevedono addirittura un blocco navale al largo del Mediterraneo per impedire l’arrivo dei barconi carichi di clandestini, dal Nordafrica.

Insomma un terremoto politico di proporzioni inedite, il cui effetto si è sentito non solo in Europa. Infatti il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, congratulatosi con Giorgia, ha già predetto ciò che verrà: “L’Italia sarà come il Brasile: Dio, patria e famiglia.” E forse non a caso la prima dichiarazione della mamma di Giorgia è stata squisitamente politica. “Spero che la prima cosa che farà mia figlia, sia abolire quella vergogna del reddito di cittadinanza”, ha detto lei. Mi chiedo se lo abbia detto con la stessa foga di cuore di mamma che, quando urla sembra posseduta dal demonio. Proprio come certi suoi idoli di gioventù.

Tra i commenti che ho letto sui social ce n’è uno piuttosto significativo. È un proverbio turco. “E gli alberi votarono ancora per l’ascia, perché l’ascia era furba e li aveva convinti che era una di loro, perché aveva il manico di legno.” Se è andata così, non vedremo nuovi alberi piantati ma tanti vecchi alberi che saranno abbattuti. Con la larga maggioranza che il governo di estrema destra a trazione Meloni avrà sia in parlamento che al senato, non mancheranno le occasioni per dimostrare di essere diversi dai politici che hanno preceduti i camerati della fiamma tricolore.

“Lardose ciccione, fate schifo! Vergognatevi!”, urlava Wanna Marchi in quelle televendite che, negli anni Novanta, l’hanno resa celebre sì, ma soprattutto ricca. Wanna che, proprio la scorsa settimana, è tornata sul piccolo schermo, dall’ingresso principale. Con una serie Netflix nella quale si racconta come, grazie al proprio talento, sia riuscita a diventare la regina dei piazzisti televisivi. A urlare, prima di lei, Benito dal balcone e, oggi, Giorgia. La confraternita degli urlatori è piuttosto nutrita. Peccato solo che Wanna Marchi urlasse poiché era una ciarlatana. Che lo sia anche Giorgia Meloni, oppure no, lo scopriremo solo vivendo… “d’accordo?”

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