Mangia maiale e non conosce il Corano

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In base alle dichiarazioni della difesa emerge un quadro seriamente critico e contraddittorio della giovane donna che un paio di anni fa, accoltellò altre due donne in un grande magazzino Manor di Lugano.

Le perplessità sulla reale entità dell’atto criminale, secondo la procura e la polizia federale legato al terrorismo islamico internazionale, si affastellano ed emergono dalle parole dell’avvocato della difesa, Daniele Iuliucci. Delle dichiarazioni che, mettono in serio dubbio non solo l’atto in se, ma anche la sanità mentale della donna. Una tesi corroborata da indizi palesi.

La donna infatti, pur dichiarandosi colpevole, musulmana e radicalizzata, non conosce il corano, mangia carne di maiale e si prostituisce. Una storia, la sua, di deliri e serio disagio psichico. Anche il fantomatico Jiadista con cui la donna sarebbe dovuta scappare in Siria, risulta più che altro un uomo che intendeva farsi mandare foto piccanti sfruttando la credulità della donna. Leggiamo da TIO le parole del difensore:

“…mostra enormi problematiche sotto il profilo psichiatrico. Non conosce il Corano, i precetti fondamentali dell’Islam, non prega, non porta il velo, mangia maiale, non frequenta Moschee e si prostituisce. Non si capisce poi se si sia mai realmente convertita a questa religione,(…)

I familiari e conoscenti della donna confermano che la stessa non aveva dato nessun indizio di essersi avvicinata in qualche modo alla religione islamica. L’avvocato della difesa non c i va leggero, secondo lui la sua cliente è: 

“…una bugiarda, delirante e mitomane e viva in un suo personale film di fantasia, del quale è la protagonista. (…) L’analisi della realtà dell’imputata è irrimediabilmente compromessa in virtù delle problematiche mentali che la affliggono”

E in effetti, a cominciare dal delitto, le perplessità sono molte. Nessun aggancio apparente e reale con realtà islamiche radicalizzate, nessuna pratica islamica o religiosa, nessun motivo reale per agire in quel modo. 

E queste perplessità, noi di GAS le abbiamo esplicitate praticamente dalla prima ora. (leggi qui sotto)

Il ritratto che esce ora, e che sicuramente sarà contestato dalla procura, tratteggia il carattere di una persona emotivamente instabile, psichicamente problematica e con, come dicevamo in un altro articolo, un defici mentale. Una persona che vive in un suo mondo irreale, una narrazione claudicante che difficilmente riuscirà a confermare la pista del terrorismo islamico.

Attendiamo ulteriori sviluppi, anche se, il Ticino e la Svizzera, molto probabilmente dovranno ancora aspettare prima di avere il loro vero e feroce terrorista islamico.

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