Nord Stream e la guerra del gas

Pubblicità

Di

Nessuno dei due gasdotti stava pompando gas verso l’Europa quando ci si è resi conto del problema, ma entrambi contenevano ancora del gas sotto pressione ed è la ragione per cui i danni subiti da Nord Stream 1 e 2, hanno provocato un’enorme perdita di metano. La Danimarca ha reso noto che oltre la metà del gas contenuto nei tubi si è già disperso nell’atmosfera. In alcuni punti, il mare tra la Danimarca e la Svezia, ha iniziato a ribollire. I servizi di sicurezza tedeschi hanno fatto sapere che i tubi danneggiati, potrebbero anche risultare inutilizzabili per sempre. Se, da una parte, la Nato parla di un sabotaggio deliberato, dall’altra Mosca ribatte e si difende definendo l’accaduto come un atto terroristico di un Paese straniero. Ma a chi fa gioco tutto questo? Di Sicuro non all’ambiente.

In guerra tutto è lecito. E nella guerra che si sta combattendo in Europa, ora siamo al sabotaggio del principale gasdotto che, dalla Russia, rifornisce le principali nazioni europee. Le falle e la fuoriuscita di metano hanno prodotto in superficie bolle marine di centinaia di metri di diametro, rendendo per il momento impossibile l’ispezione delle strutture. Secondo fonti vicine al governo tedesco però, se i tubi non verranno riparati a breve, l’acqua salata potrà corrodere il materiale di cui sono fatti. Ecco perché molto probabilmente il gasdotto non potrà più essere utilizzato. 

“Tutte le informazioni attualmente disponibili indicano che si tratta del risultato di atti di sabotaggio deliberati, sconsiderati e irresponsabili”, così s’è espressa la Nato che si è inoltre detta pronta “a rispondere unita e con determinazione a qualsiasi attacco deliberato contro le infrastrutture critiche degli alleati”. Un colpo sparato da un sommergibile, l’intervento di un drone sottomarino o ancora l’uso di cariche esplosive sono, per ora, le ipotesi più verosimili per spiegare l’accaduto. Nessuna infatti dubita del fatto che le falle siano il risultato di un sabotaggio e non di un incidente. 

Se davvero ci fosse Mosca dietro ai sabotaggi, starebbe sabotando se stessa, danneggiando un’infrastruttura che le è costata miliardi e che fino a poco tempo fa era una fonte sicura di enorme guadagno. E allora per quale ragione, la Russia, si sarebbe inflitta da sola un danno così grave? Il presidente americano Joe Biden, a febbraio, poco prima dell’invasione dell’Ucraina, al termine di un incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, aveva dichiarato: “Se la Russia attraversa il confine ucraino, non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi metteremo fine. Ve lo assicuro, saremo capaci di farlo”. Parole che oggi suonano in parte come un’ammissione di colpa.

In tutto questo, però, la vera catastrofe non è soltanto la chiusura (probabilmente definitiva) dei rubinetti del gas russo, ma l’impatto ambientale prodotto dalla manomissione del gasdotto. Si tratta infatti di una delle peggiori fughe di gas mai avvenute. Anche se non è stato ancora possibile fare una precisa valutazione del disastro, le stime degli scienziati, variano tra le 100’000 e le 350’000 tonnellate di metano così, secondo il direttore dell’Agenzia danese, le perdite equivarrebbero a circa 14 milioni di tonnellate di CO2, pari al 32% delle emissioni annuali della Danimarca. A tutto questo va poi aggiunto il fatto che lungo le condutture non ci sono meccanismi di chiusura, perciò il metano continuerà a fuoriuscire finché non si sarà completamente esaurito.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!