Ora legale risparmio globale?

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Con la fine dell’estate e l’arrivo dei primi freddi, il 30 ottobre, è anche il momento di mettere mano alle lancette degli orologi per il balletto che dall’ora legale ci riporta a quella solare. Ma se invece di quella solare adottassimo quella legale tutto l’anno? Nella vicina Penisola, soprattutto in questo periodo di crisi energetica, si dibatte sulla questione dato che con l’ora legale sull’arco di tutto l’anno si calcola che si potrebbe risparmiare fino a un miliardo di euro solo nel primi due anni. Lo sostiene la Società italiana di Medicina ambientale che, in quell’ora di luce in più vede il miraggio di un risparmio. Ma è davvero così?

Secondo alcuni, tra le misure che potrebbero alleggerire le nostre bollette, c’è una norma tanto semplice da assomigliare all’uovo di Colombo. Del resto, in tempi non sospetti (eravamo nel 2018), il Parlamento europeo aveva già proposto proprio di abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale. Era stata addirittura avviata una consultazione online per sondare l’opinione dei cittadini europei. Anche un po’ a sorpresa, l’84% degli interpellati, si era detto favorevole alla soppressione del continuo cambio d’orario, mantenendo però l’ora solare. Non quella legale.

Ad avvalorare la scelta di non saltellare da una all’altra c’è innanzitutto la ricerca scientifica che dà ragione a chi sostiene che faccia male alla salute. L’impatto dell’ora legale sul nostro organismo è dovuto al ritmo circadiano, ovvero all’orologio interno che regola molte funzioni cicliche del nostro corpo. Per molte persone, il doversi abituare periodicamente al cambio d’orario e di luminosità, è fonte di stress e di malessere. Oltre alla mancanza di sonno e alla difficoltà di concentrarsi, il cambio di lancette è all’origine di emicranie, variazioni d’umore ma anche di alterazioni dell’appetito.

Rimane però il fatto che, la recente proposta di passare per sempre all’ora legale, mantenendo le lancette un’ora in avanti tutto l’anno, sta animando il dibattito pubblico e rappresenterebbe una possibile soluzione al rincaro delle bollette. Ma potrebbe anche avere delle ripercussioni negative. Dagli Stati Uniti, dove già da tempo democratici e repubblicani si sono detti d’accordo nel volere che l’ora legale diventasse la regola, già da un po’ si valutano le reali ripercussioni che questa scelta ha sulla salute.

Per esempio ci si è accorti che, chi vive a ridosso del fuso orario occidentale, e quindi in una situazione più simile a quello che si avrebbe con l’introduzione dell’ora legale permanente, in media dorme di meno, ed è per questa ragione soggetto a un calo della produttività e ha una probabilità più alta di essere in sovrappeso, obeso o di ammalarsi di diabete. Anche il rischio di attacchi cardiaci e di tumore al seno risulterebbe aumentato sensibilmente. Così, paradossalmente, i soldi risparmiati in bollette potrebbero finire per essere spesi in cure mediche, soprattutto perché, al di là di tutto, non c’è nulla di più delicato e fragile del sonno.

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