Perché uno fa sesso con le capre?

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Fare sesso con un ungulato è piacevole? Per quanto ami i lettori, non intraprenderò nessuna esperienza interspecie, non per razzismo, semplicemente sono allergico al pelo di capra.

Scherziamoci pure sopra. La notizia ieri ha fatto il giro della svizzera. Nel Canton Uri, un pastore si è accorto dio un uomo che stava facendo sesso con uno dei capi del suo gregge di capre. L’uomo, inseguito dal contadino è poi stato identificato dalla polizia come un portoghese di 39 anni.

Fa ridere eh? Ci domandiamo se la capra era carina, se magari c’era un amore in corso. Molti di noi penseranno a quanto deve essere sfigato un tizio per risolversi a fare sesso con un quadrupede cornuto. Pensiamo anche come girerebbero le scatole a noi se trovassimo uno che indulge nei piaceri della carne con un capo di bestiame che abbiamo allevato con amore e dedizione oppure col nostro Chihuahua.

Però proviamo a non ridere. Proviamo a chiederci per quale motivo, un 39enne decide di fare sesso con una capra. La zoofilia ovvero l’amore per gli animali, ma mica quello del Besomi per capirci, quello proprio carnale, è più diffuso di quel che si pensi. Secondo i rapporti Kinsey*, due libri sul comportamento sessuale dell’essere umano: Sexual Behaviour in the Human Male (Il comportamento sessuale dell’uomo) e Sexual Behaviour in the Human Female (Il comportamento sessuale della donna), stilati tra il 1948 e il 1953, l’8% dei maschi e il 5,1 delle femmine avevano avuto rapporti con non umani. La percentuale salirebbe vertiginosamente nelle campagne, dove nelle zone rurali si attesterebbe intorno al 40/50%. I rapporti Kinsey, seppur scientifici, sono ritenuti sovrastimati, oltre che un po’ antichi, essendo stati redatti 74 anni fa.

Più recentemente, uno studio pubblicato su Jurnal of Sex & Marital Therapy ha proposto la più ampia indagine su adulti che si auto-definiscono zoofili. Un questionario anonimo online sottoposto a circa 1000 zoofili ha rilevato che in media i soggetti facevano sesso con animali dalle 2 alle 3 volte alla settimana e di preferenza con cani e cavalli. Per informazione, le preferenze corrispondono a quelle dei rapporti Kinsey. Del campione, alcuni avevano rapporti solo con animali, altri avevano anche relazioni con umani.

Ma cosa spinge alla parafilia verso altre specie questi individui? Detto paro paro, l’odore e i genitali. Più l’animale è bagnato, peloso e ha un odore forte, più risulta sessualmente attraente per uno zoofilo. Eppure, la zoofilia non è ritenuta a livello psichiatrico un disturbo, bensì una preferenza sessuale non patologica (parafilia), dunque non è strettamente una malattia, bensì una preferenza bella e buona.

È pur vero che in casi seri, la zoofilia può causare notevole disagio e compromettere le relazioni in ambito sociale, lavorativo o in altre situazioni. È il caso del 39enne, che di sicuro non è felice di essere finito su tutti i giornali, per una passione che altri membri della sua specie difficilmente comprendono.

A che serve raccontare tutto questo? A capire che siamo tanti, diversi, ognuno con le sue passioni, i suoi orientamenti sessuali, le sue differenze. Capire queste differenze è alla base di tutto, prima di additare, sghignazzare e dare dello sfigato o del fotticapre a una persona con evidenti difficoltà a relazionarsi. Studiare con curiosità, senza pregiudizi, con mente libera e scientifica, fa fare dei passi avanti alla scienza e all’uomo è la via più corretta. Troppo spesso remore culturali, tabù religiosi o altro hanno semplicemente impedito anche solo di capire a fondo certi fenomeni.

Per cui ridiamo se volete, ma cerchiamo anche di interrogarci e di capire. 

*Robert Kisey, biologo all’università dell’Indiana efondatore dell’istituto Kinsey, un ‘istituzione attiva ancora oggi sullo lo studio dei comportamenti sessuali, di genere e sulla riproduzione.

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