Sallerio e le notti in giallo

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L’antologia della Sellerio: inediti, sperimentazioni e conferme. Come sempre una festa per i lettori. 

Puntuale come la stagione, almeno sulla carta, anche per l’estate 2022 la Sellerio propone la «sua» collezione di racconti. La vincente impostazione viene confermata: tema definito dal committente, obbligo all’inedito e coinvolgimento degli Autori della «scuderia». Nessuna minestra riscaldata e tanta libertà «vigilata». Dall’argomento: ad ogni scrittore la facoltà di ricorrere all’eroe seriale, o esplorare nuovi territori narrativi, approfondire certe dinamiche e, perché no? Tentare nuovi percorsi. Non casualmente uno dei personaggi più belli degli ultimi anni, Saverio Lamanna, il giornalista fuori dal coro e fuori dal ruolo di Gaetano Savatteri, è proprio nato in una di queste raccolte.

Titolo dell’estate 2022: «La notte in giallo», un argomento anche più noir del solito (le vacanze, la scuola, il capodanno, il ferragosto …: questi i titoli precedenti). Partecipanti: Manzini, Mavaldi, Robecchi, Recami, Stassi, Alajmo, Longo (Andrej) e Savatteri. Diciamolo subito, la spesa …merita. La collezione è davvero intrigante, i capitoli sono uno più bello dell’altro e non poche volte alla sorpresa succede la meraviglia. Robecchi ad esempio propone un racconto senza Monterossi ma frequenta il noir con grande acume, senza tra l’altro evitare quell’ironia che l’ha sempre caratterizzato, si prenda l’esito di una sorveglianza: «Hanno seguito il Guarino per tre settimane, il massimo della devozione che hanno visto era per il Negroni sbagliato delle diciannove, i bar di balordi, la ragazza un po’ sposata, forse di quelle a tassametro». Marco Malvaldi dà un accento marcato all’indagine con la promozione della moglie del barrista, sempre in coabitazione con i vecchietti: per lui qui e adesso l’indagine non è una parvenza ma un’inchiesta vera e propria. Poi, ci sono il biblioterapeuta di Stassi che finisce in Islanda, Andrej Longo che frequenta l’anima sfiorando la poesia (e inquieta eh… ), Recami che … può scrivere quello che gli pare che tanto resta fuori discussione (formidabile la vecchietta qui messa in scena!). Alajmo reclama giustificata conoscenza (intrigante la sua «peggior notte della vita») e Manzini, rivisitando le origini di Rocco in Valle d’Aosta (la «Pista nera» che aprì un ciclo stratosferico) manda Schiavone a 2’050 metri, lasciamo scoprire al lettore se con le clarks ed il loden. Poi… poi c’è Savatteri, la sua crescita scritto dopo scritto è esorbitante. Lamanna in trance di autostima «mi figuro di essere Umberto Eco pochi minuti prima di scrivere «Il nome della rosa» si rivelaesilarante, irrefrenabile, torrenziale senza mancare di precisione. Con lui si ride e si pensa … . A questo punto ci scappa un gesto di immodestia sconsiderato, scusandoci in anticipo. Avete in mente ne «Il giovane Holden» nel passaggio dove si dice:  «Quelli che mi lasciano senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono» ? Ecco, chi scrive queste note, abusando dell’amicizia dello scrittore e confidando nella benevolenza dei dodici lettori della rubrica, l’ha fatto. Non alla fine ma a lettura in corso: «Ma quanto sei bravo?» il testo di un messaggino inviato allo scrittore siciliano. 

Una bella raccolta «Una notte in giallo». Appaga e lancia promesse per i prossimi titoli di questi otto ottimi giallisti. Infatti sulla rampa di lancio già figura Andrej Longo. Con «Mille giorni che non vieni». 

«Una notte in giallo», 2022, ALAJMO, LONGO, MALVALDI, MANZINI, RECAMI, ROBECCHI, SAVATTERI, STASSI, ed. Sellerio, 2022, pag. 366, Euro 16.00.

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