965 milioni di bugie

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Si chiama Alex Jones è ora ha un sacco di problemi, 965 milioni di problemi a dire il vero. Questo è l’assurdo sistema legale americano, che concede risarcimenti milionari alle vittime, cifre che in molti casi sono impossibili da pagare.

In questo caso però, questa caterva di milioni è la giusta pena per una persona che negli ultimi anni, ha reso un calvario la vita di molte persone. Ma veniamo ai fatti:

Alex Jones è un celebre complottista, fondatore di “infowars”, un giornale on-line statunitense che pubblica fake news e disinformazione e teorie del complotto,[1] improntato all’alt-right, un’ideologia di destra alternativa, un movimento subculturale con spesso idee antitetiche l’una all’altra. Insomma, il solito mappazzone alla Donald Trump, dove imperano teorie dementi e bugie colossali.

Bugie che stavolta sono costate care al fondatore di Infowars. Alla base una causa intentata dai parenti delle vittime della strage di Sandy Hook. (leggi qui sotto)

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Il 14 dicembre 2012, nella scuola elementare di Newton nel Connecticut, Adam Lanza, un ex allievo ventenne della scuola con seri problemi di integrazione, entra nello stabile ed apre il fuoco su maestri e bambini. Un incubo di sangue e polvere da sparo, che lascia sul terreno 27 morti (20 sono bambini tra i 6 e i 7 anni). Lanza si suiciderà prima dell’arrivo della polizia. Ma che c’entra Jones in tutto questo?

Il complottista di estrema destra, aveva per anni veicolato bugie sui fatti della Sandy Hook, insinuando che la storia fosse una bufala governativa e i familiari delle vittime degli attori prezzolati. Chi conosce questo fetido sottobosco complottista legato al web, può ben comprendere a quale grado di stillicidio siano state sottoposte le famiglie e i parenti di quelle povere piccole vittime. Un martirio favorito e alimentato da Jones e dal suo sito. Ecco perché Jones era stato chiamato a giudizio con le imputazioni di diffamazione, inflizione intenzionale di stress emotivo e violazione della legge sulle pratiche commerciali sleali. Jones ha infatti, oltre che reso la vita dei familiari delle vittime un inferno, tratto indebito profitto dalle sue balle mediatiche. (guarda il video)

E che venga punito duramente un personaggio del genere, è un tassello importante per un mondo che, negli ultimi anni, ha visto crescere e fiorire una montagna di fanfaluche alta come l’Everest, notizie false, fuorvianti, nocive, atte solo a caricare come pupazzi a molla legioni di imbecilli creduloni e crudeli.

Alla sentenza, Jones ha dichiarato: “Questo è un incubo! Anche perché io quei soldi non ce li ho”.

E dovevi forse pensarci prima, farabutto. Ora i bambini della Sandy Hook possono, se non riposare tranquilli, avere almeno un po’ di giustizia. Difficile per tutti noi, capire come la bassezza umana e spiriti ignobili come Jones possano non solo esistere, ma proliferare. Le fake news di Donald Trump, le balle di siti di estrema destra e sovranisti, le teorie del complotto durante l’epidemia di Covid hanno avvelenato l’aria, ammorbandola come mai successo in passato. Questa causa, speriamo metta uno stop a queste farneticazioni o che, perlomeno, le ridimensioni. 

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