Abbassare l’imposta? Solo per inquinatori

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Bella l’iniziativa del “centro” (ex PPD): abbassare in Ticino la tassa di circolazione, che è quella più alta in Svizzera. E anche qui non si capisce perché, visto che siamo il cantone più povero.

Un bel volantone, con Fiorenzo Dadò e Marco Passalia in copertina, ci esorta a votare sì all’inziativa da loro promossa. Per convincerci, mica tanto difficile quando si tratta di spendere meno, sventolano specchietti matematici che acclarano grandi risparmi.

Poi però vediamo il volto inespressivo e anche un po’ inquietante di Passalia e il dubbio sorge spontaneo, dov’è la fregatura? Semplice, le riduzioni più massicce sono per auto più grosse o inquinanti. Riportiamo la tabella in cui Passalia e soci ci illustrano i vantaggi monetari per il ticinese medio, e non sono bruscolini

Peccato che qualcosa stride sull’immediato. Se ho un’auto elettrica (io per esempio ho una smart acquistata d’occasione per 12’000 fr) l’imposta cantonale è di 182 fr, se passasse l’iniziativa passerebbe a 120 fr, un risparmio di 62 franchi annui, wow! Poco? Beh, non sputiamo su nulla, 60 franchi è una pizza in 2. Hai un’ibrida? Da 177 fr passi a 120 anche qui. Però risparmio solo 57 fr., vabbè, sarà una pizza margherita.

Hai un’utilitaria a benzina? La classica macchinetta non da ricchi? Vai da 231 a 152: 79 franchi di risparmio. 

Insomma, chi ha macchie piccolo, ibride o elettriche, le meno inquinanti, va a risparmiare un pugno di franchetti. Ma che succede a quelli con le macchine più grosse e inquinanti?

Beh, qui la cosa diventa molto più interessante, alla faccia delle nostre due pizze. Se hai una compatta (che non so bene cosa sia) il risparmio sale a 163 franchi, con una monovolume arrivi a 241, se hai una “media” (anche qui brancolo nel buio, media di cosa?) sono 318, se invece hai una berlina molto inquinante, sei estremamente fortunato: 540 franchi. Ci porti a cena una decina di persone al ristorante.

Insomma, un’iniziativa che favorisce in maniera smodata chi ha il macchinone. Infatti la differenza di riduzione sulla tassa di circolazione tra un’elettrica e una berlina è di quasi 9 volte, con la berlina a benzina da 144 grammi di CO2 al km, che risparmia come detto 540 fr e l’elettrica che ne risparmia solo 62. Il che renderebbe praticamente inutili gli sforzi per ridurre inquinamento e anidride carbonica, oltre a sfavorire chi ha veicoli di piccola cilindrata che consumano poco.

Ecco perché c’è un controprogetto, scritto da PS e i Verdi e votato dal Gran Consiglio, che diminuisce di circa 10 milioni complessivi l’imposta di circolazione, riserva 4 milioni alla promozione mirata del trasporto pubblico per diminuire i prezzi dell’abbonamento arcobaleno e propone una formula d’imposta più equilibrata e completa, includendo nel suo calcolo emissioni di CO2, peso e cilindrata del veicolo.

E detto in soldoni, il controprogetto, appare più equo e intelligente oltre ad attuare dei risparmi simili a quelli dell’iniziativa, infatti uno specchietto messo a disposizione dall’Ufficio della circolazione mostra come sia iniziativa sia controprogetto contribuiscano entrambi a diminuire le Imposte di circolazione a circa due terzi dei detentori di autoveicoli (66%), ma non lo fanno nella stessa misura nelle diverse categorie di veicoli.

Le riduzioni a cascata che favoriscono ricchi e inquinatori sono specchietti per le allodole: con l’illusione del risparmio poi buona parte della popolazione vede vantaggi risibili per favorire come al solito chi crea più danno alla società. Votare sì il 30 ottobre? Poooot!

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