Altan e la sinistra tarlata

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Francesco Tullio-Altan nasce nella bella Treviso, artistico gioiello della bassa pianura veneta, nella giornata di coda del Settembre del 1942 e un magico pallino rosso di Futura Pimpa gli predice un luminosissimo viaggio da fumettista e autore satirico.

Le ottanta Primavere del prolifico vignettista – padre considerato e sconsiderato di un Cipputi sempre più afflitto da una sindrome da ” sinistra senescente e nebulizzata” -inducono a riflessioni discretamente pessimistiche e autunnali, cariche di foglie cadenti e di voti migranti.

Al punto di strappare riflessioni malinconiche virgolettate dentro un mogio ” Ci aspettiamo sconfitte peggiori” ,compendiate in un surreale dialogo cadenzato dai frastuoni di una fabbrica inquieta : ” E adesso?” con a seguire ” Facciamo una colletta  e affittiamoci un uomo della provvidenza”.

A Torino, già Signoria della dinastia Fiat, proprio  sotto la tettoia della associazione di sinistra ” Volere la luna”, la fulminante battuta compare sullo schermo, strappando amarognole ghignatine nel riscontro della incredibile attualità : già, perchè la vignetta era stata concepita da Altan ai tempi dell’Ulivo , quando nessuno, neanche Colombino il pulcino giallo amico della Pimpa, avrebbe potuto vaticinare una donna sola al comando di una destra radicale pronta a esprimere il capo del governo.

La storia recente della sinistra italiana sembra scaturire , come in una pessima favola tutta da riscrivere, da un lontano passato , quasi da un’era di mitologiche narrazioni.

E Francesco Tullio Altan , intervistato da Gad Lerner, si preoccupa di omologare la sua condizione nè di sociologo nè di politico ” Sono uno che fa dei disegnini”.

Ma poi riapproda alla realtà recente ,quasi avvistata in tempi non sospetti , dentro certe stillettate tipo ” Si è rotta la tv. Merda non avevo ancora deciso per chi votare”

L’uomo degli scarabocchi sublimi commenta sconsolato ” Pensiamo che l’utima sconfitta sia la peggiore ma non è così”

E aggiunge ” Non riesco a immaginare oggi di disegnare un padrone diverso da quelli in giacca e cravatta.Non saprei come si disegna un fondo di investimento”.

Per fortuna arriva una enorme torta con una pletora di candeline ( che non nascondono ancora dinamite) :a reggerla sono Tito il cagnolino azzurro, Olivia la papera gialla e la Gatta Rosita che ha un fracco di cugini felini.

Auguroni, Mitico Altan.

E la Giorgia ,per il momento, la sistemiamo sul razzo Egidio, a volare fra le nuvole , nel turbinio di cirro cumuli di populismi da schiacciare quanto basta con il sedere di Bombo Ippopotamo.

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