Dialogo su Juventus e… dintorni

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Impossibile non parlare della Juve questa settimana.

Per la tristezza della metà dei tifosi italiani e la gioia dell’altra metà. È così essere amati e odiati. Fra i secondi voglio citare subito, prima di dimenticarmene, Paolo Nori che si autocita da «Che dispiacere» (bel giallo, questo): «Ah, anch’io, tengo per il Torino, ma quando perde la Juve sono quasi più contenta di quando vince il Torino. Mi sembra che, quando perde la Juve, in Champions League, per esempio, i giornali sportivi siano sempre troppo corti, ne vorrei sapere di più».

Carino, anche se non si può metterla via così. La situazione per la Vecchia Signora è drammaticamente inedita… 

Eh già. Ma l’impressione è che, toccato il fondo, si siano messi di buona lena a scavare. Ricorrere al ritiro come punizione collettiva («in collegio, in collegio!») è ridicolo. Mettere poi sotto accusa solo una parte dell’equipaggio, in questo caso i calciatori, è medicina peggiore del male. Non siamo più a cento e passa anni fa. Ormai è evidente che se c’è un colpevole, ipotesi pleonastica,  questo è da ricercare ai vertici, a decisioni scellerate magari compiute anni fa.

Non capisco… 

TI posso fare dei nomi: Ronaldo, Sarri, Joao Cancelo, la Super League, Marotta, Pirlo, Kulusevski, Allegri, Pogba, Paredes, Di Maria,…

Se prima non capivo adesso è ancora peggio. Mi citi allenatori in uscita ed altri in entrata, calciatori acquistati ed altri venduti. Boh ?

Allora ricorro al disegnino. Che lascia imbarazzati è la pervicace e ostinata voglia di «non progetto», l’assurda ambizione del «tutto e subito», del «con i soldi si fa tutto». Un misto di impazienza e arroganza, da bambini capricciosi. E le «scuse» offerte (diciamo così) ai tifosi sono una medicina peggiore della malattia. La Vecchia Signora, per il tramite del suo presidente, si sente come le ragazzine viziate e depresse che per «guarire» ricorrono allo shopping, in versione compulsiva, ritrovandosi poi peggio di prima.

Impietoso con la dirigenza, non ti sembra di esagerare?

Affatto. Agnelli si è fatto raccontare un qualche testo sulla leadership e … agisce in maniera ostinata e contraria (scusa, scusa De André!). Si è attorniato da yes men, persone che gli danno sempre ragione e gli forniscono eterne scusanti. Ha una lettura distorta della realtà (hanno perso una finale di champions (anche) perché Ronaldo è stato devastante. E cos’hanno fatto ? Hanno acquistato Ronaldo, sicuri di conquistare quella coppa che è un’ ossessione. Invece… invece la Coppa l’ha rivinta la squadra che ha venduto il portoghese mentre la Juve… con le ambizioni (?) di Super League è finita a perdere contro il Monza ed il Maccabi…

Quanto livore, non è che nella tua storia personale c’è anche un po’ di tifo per i bianconeri… ?

Ammetto che in epoca A.M. (il calcio per me si divide in due epoche: Aventi Maradona e Dopo Maradona) c’è stato quel progetto affidato ad Armando Picchi che aveva un suo fascino ai miei occhi. Era il 1970: allenatore esordiente (e … a sorpresa) ed un manipolo di giovani e giovanissimi che poi hanno vinto il Mondiale nel 1982 (Tardelli, Cabrini, Causio, Bettega, Scirea, Gentile… ) ma dopo non c’è più stato questo coraggio. Sono arrivati campioni certificati (Platini, Boniek, Zidane, Nedved: nessuno li discute all’ombra di M.), una qualche vittoria ma nessuna nuova scintilla.

No, no, qui ti stai lasciando andare ed infierisci, meglio cambiare discorso. Hai visto Haaland?

Hanno trovato il sistema di non farlo segnare in Champions. L’hanno lasciato in panchina. Sta diventando un’icona, l’unica possibile per i ragazzi di oggi che non guardano le partite ma solo le highlights su YouTube. Un’immagine potente che si diffonde in tutto il mondo. Questo supera con nonchalance Messi e Ronaldo in fatto di popolarità.

Abbiamo trovato la nuova meraviglia del pallone?

No, calma. Per cominciare il norvegese, come altri campioni, si vedrà il prossimo Mondiale alla televisione per cui gli mancherà il palcoscenico più prestigioso. Poi, poi rumors pettegoli d’oltre Manica hanno già ipotizzato una grande ostacolo sul suo percorso: lui è grande, grosso, agile, sente e vede il gol, è un bravissimo ragazzo che non si è montato la testa nonostante l’oro piovutogli addosso ma … .

Ma?

Ma non conosce l’altra parte del cielo, diciamo così. Una componente che ha già rovinato un bel po’ di calciatori. Inutile negare o far finta di niente. Hanno già organizzato un cherchez la femme preventivo. 

Devo importi un altro cambio di discorso, dai chiudila come vuoi questa puntata ma piantale con questi argomenti… 

E allora, per dirla con Maurizio De Giovanni, parliamo di religione: il Napoli. Non finisce di meravigliare , vince e convince. All’inizio si pensava che tanto del suo valore fosse dovuto alla pochezza agonistica degli altri club italiani. Liverpool e Ajax invece hanno dimostrato che invece anche in ambito internazionale la sua forza, a volte irridente, viene certificata. Incredibile per un club che pochi mesi fa aveva seduto le sue icone (Koulibaly, Fabian Ruiz, Milik, Mertens…), destando anche qualche perplessità nei suoi tifosi. E invece … invece c’era un progetto. Ed i sostituti non hanno fatto rimpiangere i partenti.

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