Fontana e La Russa, l’Italia si fa brutta

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Nel chiacchierume che accompagna da sempre la politica italiana, nelle settimane successive allo tsunami che ha sancito la vittoria schiacciante di Giorgia Meloni e del suo partito Fratelli d’Italia, c’era ancora chi ipotizzava, fantasticava, scriveva e giurava di una saggia svolta verso il centro della futura premier. In molti la vedevano già nei panni della neo-cerchiobottista di turno, capace di stare in perfetto equilibrio fra la destra e il centro. E invece c’è voluto davvero poco per rendersi conto di quale sia la vera natura della coalizione che ha vinto e del perché i progetti politici della destra che si appresta a governare il Belpaese sono da mani nei capelli per tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, i diritti e la diversità. 

Sono bastate l’elezione della seconda e della terza carica dello Stato per rendersi effettivamente conto di che pasta è fatta la coalizione che si accinge a governare. Lo abbiamo capito anche grazie all’immarcescibile Cavaliere, oggi senatore della Repubblica eletto nel Molise, che ci ha già fatto sapere, lo ha messo nero su bianco, cosa pensa di “io sono Giorgia, sono donna, sono una donna, sono cristiana”. Sul pizzino di Silvio Berlusconi, apparso tra i banchi del Parlamento, c’era scritto: “Giorgia Meloni, ha un comportamento supponente, prepotente, arrogante, offensivo”. Un bel quadretto che se da una parte ci racconta dei mal di pancia all’interno della coalizione di (centro)destra dall’altra ci dice chi è realmente Giorgia.

E a ribadircelo sono le inquietanti facce di bronzo di Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana che tra, un saluto romano da rispolverare per far fronte all’emergenza Covid-19 e gli insulti a tutto ciò che non è famiglia tradizionale, sono evidentemente due esponenti delle destra-destra senza nessuna sfumatura o fronzoli. Il buon dinosauro Ignazio, già esponente di spicco del Movimento sociale italiano, non ha mai nascosto la sua passione per il duce del quale ha un bel busto in soggiorno e tanti altri cimeli del periodo fascista sparsi per casa. Il leghista Fontana invece è un talebano cattolico e, con il compagno di merende, ha collezionato una lunga serie di dichiarazioni agghiaccianti che per dovere di cronaca è bene rispolverare.

Manco fosse un comico del vaudeville Ignazio La Russa ne ha dette davvero di ogni. Da un preciso e inequivocabile “siamo tutti eredi del duce”, giusto per rispolverare vecchi tradizioni del bel tempo che fu, ha anche proposto un saluto perfettamente anti-Covid: “Non stringete la mano a nessuno, il contagio è letale. Usate il saluto romano, antivirus e antimicrobi”. In chiaro anche su cosa debba essere la famiglia: “Noi diciamo no all’adozione per coppie gay. Crescere con due papà è un’induzione ingiustificata a crescere gay. Secondo me, il diritto naturale, sancito anche dalla costituzione, ci porta ad una coppia formata da un uomo e una donna. Il resto è un modello che non va bene“.

Assolutamente d’accordo con lui, proprio su quest’aspetto, Lorenzo Fontana: “Vogliamo un’Europa dove il matrimonio sia tra una mamma e un papà e i bambini vengano dati a una mamma e un papà! Le altre schifezze non le vogliamo neanche sentir nominare”. Le altre schifezze. In chiaro anche su come realmente funziona l’informazione: “Quando vi dicono che siete razzisti…fascisti…brutti e cattivi…ricordatevi che lo fanno perché i mass media sono in mano alle grosse potenze economiche, perché i mass media hanno paura di voi”. Un pensiero che non fa una piega. Quasi quanto il suo non aver dubbi da che parte stare, per esempio in compagnia di Alba Dorata, il partito neonazista greco giudicato dalla Corte di Atene nel 2020 come un gruppo criminale. 

“Porto volentieri il mio saluto agli amici di Alba Dorata per il loro congresso – ha dichiarato in passato il neopresidente del Parlamento italiano – è un momento difficile, so che bisogna combattere, so che voi siete dei combattenti e assieme a noi e sono convinto che riusciremo a rilanciare questa Europa”. Una dichiarazione che va a braccetto col pensiero pro Putin espresso in occasione dello scoppio della guerra in Ucraina: “Le sanzioni contro la Russia sono parte dello scontro in atto in tutto il mondo tra globalisti e identitari. Credo che le élites che governano l’Unione europea abbiano un mandato preciso, quello di distruggere la famiglia, che è la cellula della comunità e dei popoli. Vogliono creare un’Europa con cosiddette famiglie di altro genere, diverse da quella naturale. Le famiglie gay non esistono”. Gli esponenti di una destra intransigente e antidemocratica invece esistono eccome e, se il buongiorno si vede dal mattina, in Italia, la nuova legislatura non promette assolutamente nulla di buono.

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