Il diritto di elemosinare

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Potrà urtare la sensibilità di qualcuno, eppure chiedere un aiuto economico, fare l’elemosina per strada è lecito. Non può essere vietato. Nemmeno in Svizzera. A sancirlo, lo scorso anno, era stata una sentenza della Corte di giustizia europea di Strasburgo. E proprio per questo motivo che, il Canton Lucerna, dopo aver revocato il divieto d’accattonaggio, ha fatto sapere che d’ora in avanti rilascerà, a tutti coloro che ne faranno richiesta, un permesso per elemosinare. Così che i mendicanti, con tanto di patentino che ne certifica l’autenticità, potranno tornare a chiedere ai passanti quel poco che serve loro per poter vivere.  

Nel febbraio dello scorso anno la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato la Svizzera, per aver violato la dignità di una donna che viveva in condizioni di estrema povertà, multandola e infliggendole ben cinque giorni di prigione per aver mendicato per le strade di Ginevra. Una severità difficile da capire, almeno per la corte europea che, rispetto all’episodio in questione, aveva dato ragione alla povera donna perché aveva tutto il diritto “di poter mostrare il suo disagio e cercare di rimediare ai suoi bisogni chiedendo l’elemosina”.

Eppure, nell’opinione comune, soprattutto in Svizzera è diffusa l’idea che chi chiede l’elemosina in città, alle casse dell’autosilo o all’ingresso dei grandi magazzini, magari suonando un flauto o una chitarra, sta commettendo un reato. Fa qualcosa d’illecito. Non è così se, chiedere l’elemosina, è l’unica soluzione per sopravvivere. Ecco perché alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo si è deciso che il divieto fosse in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Tra l’altro, chi è in difficoltà e ha bisogno di denaro, lo chiede senza preoccuparsi se è permesso o meno.

Perciò la decisione del Canton Lucerna di rilasciare un permesso per poter esercitare un proprio diritto suona un po’ come una beffa. È l’ennesima presa in giro da parte di chi considera l’accattonaggio come un fastidio, come un fatto socialmente dannoso, da scoraggiare o meglio ancora da eliminare. Più che la soluzione per una pacifica convivenza, l’idea d’introdurre un permesso di accattonaggio, sembra piuttosto un modo per continuare a multare e quindi a vietare l’accattonaggio, soprattutto per chi si ritrovasse a mendicare sprovvisto di permesso. In pratica, andando di nuovo contro quanto ha stabilito Strasburgo.

Così Franziska Reist, la direttrice dell’associazione Kirchliche Gassenarbeit di Lucerna, associazione attiva nell’aiuto sociale, non ha dubbi in proposito: “Penso che l’attuazione non sia realistica. Molti mendicanti vivono ai margini della società e alcuni sono tossicodipendenti. Per loro è un grosso ostacolo richiedere un permesso di accattonaggio. Perciò c’è da chiedersi se quest’obbligo di avere un permesso non sia in realtà un nuovo divieto.” Proprio così, pur di non urtare la nostra sensibilità o quella dei turisti è bene che non ci siano in giro per i centri storici delle nostre città degli accattoni. O se proprio devono esserci che abbiano almeno l’apposita certificazione e magari, perché no, anche un bel simbolo che li marchi e li renda subito riconoscibili. 

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