Il lavoro del lettore… un ‘mestiere’ che ti cambia la vita

Pubblicità

Di

La lettura che aiuta. Piero Dorfles, una vita per i libri, dice la sua. Ed è una voce molto ma molto interessante.

Tutti sanno chi è Piero Dorfles, anche chi pensa di non conoscerlo. Classe 1946, è da una vita un «Uomo Rai», sempre attivo per i suoi servizi culturali. Ha iniziato a bazzicare professionalmente questi paraggi nel 1975 (non per dire ma erano gli anni di Umberto Eco e Piero Angela … ) anche se lui, Dorfles, per molto tempo ha prediletto il mezzo radiofonico. Poi, dal 1998, ecco l’approdo in tv con la bella quanto fortunata trasmissione «Per un pugno di libri». In questa avventura, accompagnato da Patrizio Roversi, Neri Marcoré, Veronica Pivetti e Geppi Gucciari, è presto diventato perno inamovibile: negli anni sono cambiati i presentatori ma lui, il saggio e per certi versi giudice, sempre lì, pronto a dire la sua, a spiegare, a proporre riferimenti e riflessioni sul mondo della letteratura. Detto questo tutti sanno di chi parliamo. Abbiamo scritto «una vita per la Rai»? Sbagliato, meglio sarebbe dire: «una vita per i libri». 

Nelle ultime settimane un suo nuovo titolo ha raggiunto le librerie: «Il lavoro del lettore: perché leggere ti cambia la vita», stampato da Bompiani. In pratica un «libro che parla di libri», una sorta di summa ragionata sulle infinite letture da Dorfles digerite (non suoni strano, per lui lettura e nutrimento sono sinonimi). In questa sua nuova pubblicazione non elargisce una lezione, ma offre un punto, una proposta di percorsi. Perché leggere non è autoassegnarsi una medaglia ma un crescere, libro dopo libro. Se lo scrittore porta i panini ed il lettore organizza il picnic, Dorfles, con pieno merito, propone un banchetto non privo di raffinatezze. Perché lui, in queste pagine ne abbiamo dimostrazione lampante, non cede ai pregiudizi né al giudizio sommario, o umorale. Per lui leggere vuol dire collegare, fare confronti e raffronti. Se gli pare giusto è pronto anche ad accostare il burro con la ferrovia: l’importante è non cedere al semplicismo o al mercato, che mantiene pur sempre la sua importanza, d’accordo, ma resta … un segno, uno dei tanti.

Suddivisi in 9 capitoli i 75 romanzi prescelti, non necessariamente capolavori o «titoli obbligatori», vengono inseriti nelle diverse nicchie pronte a trasformarsi in fonti di nuova luce. Come definire altrimenti «La gente di Dublino» del 1914, di James Joyce e «La fattoria del Coup de Vague» del 1938, di Georges Simenon, nel capitolo «Le ziette: l’altra parte della famiglia» (che ovviamente comprende Jane Austen, Thomas Bernhard e Aldo Palazzeschi). Se iniziamo a citare non finiamo più, ci basta dire che nel «La dolce guerra» compaiono Lussu, Fenoglio, Vonnegut e Malraux. Ne «L’inetto» ecco l’ardito accostamento fra Graham Greene e Dostoevskij, Silvio d’Arzo e Cervantes. La smettiamo… anche se due finezze vanno riferite e sottolineate, almeno a parere di chi scrive. Il coraggio di Dorfles nello stroncare due mostri sacri come «La Storia» di Elsa Morante e «Il piccolo principe» di Saint-Exupery. Sono pagine davvero molto interessanti, queste. Poi, poi non si vuole passare sotto silenzio l’attenzione e la cura che il critico triestino dedica al cosiddetto «giallo». Non è un prendere le difese per un genere ingiustamente negletto dall’alterigia culturale pur sempre dominante ma di rendere giustizia ad opere che vanno ben oltre l’intrattenimento. Gli autori menzionati ? Chandler e Sciascia, Dürrenmatt e Hammet, poi Fruttero & Lucentini ed Edgar Allan Poe. Nella descrizione dei loro capolavori non c’è solo una sinossi o un’interpretazione: c’è molto ma molto di più. Giustamente.

«Il lavoro del lettore» è un bel libro perché istruisce, incuriosisce e fa venire una gran voglia di leggere (anche rileggere, in verità). Perché scritto bene, con il pennino sempre intinto nel calamaio di una passione infinita. E’ uno di quei libri che all’ultima pagina, la 246, fa venire voglia di telefonare all’autore per ringraziarlo.     

«Il lavoro del lettore: perché leggere ti cambia la vita», 2022, PIERO DORFLES, ed. Bompiani, 2022, pag. 245, Euro 16.00.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!