La paura della bomba

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È dal 1945 che un sottile equilibrio, un’equilibrio che più volte nella storia ha rischiato di rompersi come un vaso di cristallo, mantiene il mondo col fiato sospeso.

La paura della bomba, o delle bombe, ha radici in quel dopoguerra dove iniziò la corsa agli armamenti, fino a raggiungere negli anni ’80, un arsenale da entrambe le parti (nato e unione sovietica), di decine di migliaia di testate nucleari.

Un armamentario in grado, lo sappiamo bene, di distruggere miliardi di esseri umani e altri esseri viventi. Perché antropocentrici come siamo, sottovalutiamo sempre l’altra vita che inevitabilmente accompagna l’uomo.

Che ci siano i bombaroli è un dato di fatto, ci sono sempre stati. Una frangia di psicopatici votati al suicidio che sono convinti che una guerra nucleare sia risolutiva. E ovviamente risolutiva, si illudono, per la loro parte.

Queste persone, ritengono accettabile il rischio di avvelenare il pianeta e perdere qualche miliardo di persone per fare prevalere la loro tesi.

Non illudiamoci, ci sono negli States come in Russia. E mettere alle corde Putin aumenta, oggettivamente il rischio di escalation nucleare. Sono ottimista? Sì, sono anche stufo di tutti i titoli che i media evocano in questi giorni, titoli che oggettivamente sono costruiti per farci “cacare sotto”, non riesco a trovare un altro termine più calzante.

Perché come già detto in precedenza, spaventare la gente, impaurirla, renderla ansiosa, è funzionale ai media per il semplice fatto che “vendono” di più. (leggi qui sotto)

Io però rimango ottimista perché diverse volte nella storia, si è sfiorato l’incidente nucleare e sia da una parte che dall’altra, uomini di solida intelligenza e sangue freddo non comuni, hanno sventato il rischio. Perché è facile a cianciare a freddo di guerra nucleare, ma quando sei tu che devi girare la chiavetta, pensare all’olocausto dell’umanità un po’ di ansia te la mette addosso.

E anche storie toccanti, come già raccontato da GAS, ci fanno riflettere profondamente su cosa significhi una guerra nucleare (leggi qui sotto)

E pure un paranoico dittatore come Kim Jong Un, che da decenni con babbo e nonno ci sventola sotto il naso la minaccia nucleare, non sembra poi così propenso ad agire, perché semplicemente se lo fai i giochi sono terminati pure per te. (leggi qui sotto)

Eppure la storia, quella del recente disastro di Chernobyl, ci insegna che la natura è spesso più forte, che si ripiglia tutto in breve. Lo abbiamo visto anche solo con i recenti lockdown, dove animali, vegetazione e oceani, reclamavano i loro spazi appena l’uomo faceva dietrofront. (leggi qui sotto)

Un consiglio? Non ascoltate le cassandre che vi impongono ansie e paure. Voi non potete farci nulla comunque. Godetevi il sole, i boschi, i prati. Continuate a fare gesti gentili e carichi di significato, proteggete il clima, rispettate persone ed animali, rendete il mondo migliore anche solo per un giorno, ne vale la pena.

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