‘Le strade oscure’ e i suoi dettagli

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Per i 20 anni di Elia Contini, il protagonista seriale di Andrea Fazioli, un giallo più noir e più sociale. La crescita dello scrittore ticinese continua … 

I dettagli, i dettagli fanno la differenza. In una presentazione al pubblico della nuova indagine di Elia Contini («Le strade oscure», ed. Guanda) Andrea Fazioli parlando d’altro si è lasciato sfuggire due frasette assai significative, almeno a parere di chi scrive. La prima: «La passione per le storie mi è antica, ricordo ancora che sul tragitto «casa-scuola» delle elementari ci divertivamo con i compagni nel raccontarci storie inventate». La seconda: «quando inizio un nuovo romanzo parto sempre con la messa a fuoco delle cose che non mi sono piaciute nella pubblicazione precedente». Due presupposti encomiabili senza riserve, che diremmo appartenere alla modalità dell’essere di Fazioli. La storia poi si arricchisce anche a livello di contenuti, con una narrazione che racconta di frontalieri, ingiusti licenziamenti, sfruttamenti perpetrati con vanto, inganni sociali, mafia che anche in Ticino … . Una zona grigia che si va dilatando, alla faccia delle cartoline turistiche imperanti. Un Ticino così come descritto non lo si è mai letto in narrativa. Ci è voluto il genere, già. Come in altre occasioni avvenuto (Markaris, Vazquez Montalban, Robecchi, De Giovanni, ecc… ). E ci è voluto Fazioli che, caso non tanto frequente, pubblica in Italia per una casa editrice importante. 

Il punto di partenza di «Le strade oscure» è il sottopassaggio ferroviario di Cadenazzo. In una notte d’autunno Ernesto Magni, un frontaliere già supplente in una Scuola media ed ora precario presso le Poste, si accorge di avere pensieri orribili. Nel vedere una giovane ragazza si immagina scene che non riteneva possibili nella sua testa. Ne parla con la ex-moglie che vorrebbe ritrovare, ci rimugina all’infinito fino a quando … l’orribile scena, con la medesima vittima! , si manifesta precisa precisa. Che sia stato lui stesso in stato di trance ? questa la domanda che smuove Magni nel coinvolgimento di Contini. Il quale, per forza di inchiesta si ritrova a dover varcare la frontiera e toccare con mano la vita dei frontalieri, che non è quella della narrazione dominante fatta di «ci rubano il lavoro». E’ quella dei raggiri, dei contratti firmati «pro-forma» e non rispettati, delle truffe elevate a norma, … . Per Contini un panorama inedito e difficile, intrigante nonostante la devastante solitudine del suo cliente e gli effetti collaterali della connessa dolorosa separazione non ancora definitivamente accettata.

In questa ricerca, che è anche viaggio dentro sé stessi (un capitolo speciale andrebbe aperto sulle lettere che Magni scrive alla figlia, con la descrizione di certi animali fantastici portatori di un loro importante perché), Fazioli si esprime al meglio dimostrando un ulteriore passo in avanti nella sua cifra espressiva. Il lettore è grato perché appagato da forma (la scrittura) e sostanza (la storia). Certe pagine andrebbero fotocopiate «a futura memoria», per quando fra una trentina d’anni ci toccherà spiegare ai giovani del 2’050 com’era il Ticino agli inizi del Millennio. Altre invece vanno consumate piano («Non si scrive per dire qualcosa, ma perché si ha qualcosa da scrivere») come lo splendido dialogo finale in auto, sotto la pioggia, reso indimenticabile dal sottofondo di un’intervista radiofonica ad un poeta. Piani linguistici che si incontrano e mescolano, andando a cozzare contro una «strada oscura», ma per davvero. 

Bello, interessante e istruttivo, per certi versi anche coraggioso. Da leggere. Per Fazioli un modo egregio per omaggiare il prestigioso compleanno del suo eroe seriale: 20 anni non sono pochi. Ben portati eh, su questo nessun lettore ha dubbi.

«Le strade oscure», 2022, ANDREA FAZIOLI, ed. Guanda, 2022, pag. 313, Euro 18.00.

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