L’indiano che mangia cucchiai

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Un uomo di 32 anni è finito in terapia intensiva, dopo un complesso e infrequente intervento che ha visto un’intera equipe medica freneticamente impegnata a estrarre 63 cucchiai dal suo stomaco, ormai adibito a portaposate. L’indigesta e originalissima vicenda è accaduta nell’Uttar Pradesh, in un ospedale dell’India settentrionale.

Leggo e mi rendo conto che le vie dello scibile sono infinite, sino a invischiarci in una sensazione di primordiale e claudicante alfabetizzazione delle scale della conoscenza, così sterminata e cosmica da lasciarci basiti, con qualche frammento di patetica polvere di stelle nel pugno.

Apprendo oggi del disturbo ultra singolare che pare discretamente diffuso, una condizione di sommovimento psicologico che induce all’incontrollabile brama di mangiare oggetti non alimentari, spaziando dal carbone, alla terra, ai sassolini di fiume e ai gingilli di metallo. 

Mi documento e scopro che circa un anno fa, nell’Egitto delle piramidi non commestibili, venne ricoverato un paziente-impaziente afflitto da squassanti dolori addominali: aveva ingerito un telefono cellulare, presumo deglutendolo con un certo affanno.

Strambo e misterioso il ” picacismo”,denominato pure – forse per terrorizzare chi legge – ” allotriofagia”, termine arduo da ingerire nei cassetti della memorizzazione.

La patologia dell’ingollare sostanze non nutritive e forse invasive, riassunta nel suffisso “Pica” attinge le sue radici dal latino, dove pica è il nome della gazza, uccello ultra noto per la sua propensione ai furtarelli, nella consuetudine di beccare molte cose non dissimili dai bulloni.

E chiudo con enfasi, dopo aver scoperto che Michel Dominique Lotito, nato nel 1950 e scomparso nel 2006, è stato un showman francese, noto come ” Signor Mangia-Tutto”.

Pare che Monsieur Mangetout fosse pervaso da succhi digestivi altamente potenti, al punto tale da consentirgli di smontare un Cessna 150, porzionandolo con sano criterio per papparselo gradualmente, dal 1978 al 1980.

L’elenco delle ” pietanze” degustate nella ghiotta esistenza del fenomenale masticatore è discretamente imbarazzante: 18 biciclette, 6 lampadari, una bara con contorno di maniglie ottonate, 2 letti e un certo numero di carrelli della spesa. Il tutto, ovviamente, senza un filino di bicarbonato. 

Che il bicarbonato intasa.

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