Lo spazio è unto

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Non so se voglio sopravvivere alle nuove scoperte che l’umanità, suo malgrado, sta facendo soprattutto in ambito spaziale. Era forse meglio quando stavamo a scaldarci i piedi davanti a un fuoco guardando le stelle, e immaginando che fossero le anime dei nostri antenati o roba del genere.

Poi è arrivato Galileo, la sua rivoluzione astronomica, i primi viaggi sulla luna, i buchi neri, la materia oscura…e già lì uno comincia a sentirsi piccoletto e leggermente in ansia. L’idea di essere assorbito da una stella collassata e iperpesante o di sublimare nell’esplosione di una supernova o in una collisione di galassie non è particolarmente affascinante.

Ora uno studio della Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ci spiega che l’universo è unto. E grasso. Come la cappa di un Grotto dopo un’estate di costine. E questa cosa mi fa un po’ schifo, perché se c’è una cosa che sa di zozzo sono le superfici non pulite e patinate di grasso come il dorso di una megattera. La Via Lattea è piena, a quanto pare, di carbonio alifatico*, un composto alla base della formazione planetaria. Il che spiega, penso, perché le pietruzze e le polveri cosmiche si appicciano tra di loro dando il via ai pianeti.

Secondo gli studi, coadiuvati anche da due atenei, l’Università del New South Wales di Sydney (Australia) e quella di Ege, in Turchia, questo grasso spaziale potrebbe essere in quantità cinque volte superiori a quanto previsto. E io, che nemmeno sapevo ci fosse, il grasso nella galassia, mi ritrovo a respirare con affanno, pensando a quante particelle di unto inalo mentre sto scrivendo. Comunque questa storia spiega il perché certe immagini dello spazio profondo recentemente pubblicate dal super telescopio James Webb, ricordano terribilmente, per colore e conformazione, una pezza di costine di maiale.

Comunque i ricercatori hanno stimato che possano esserci 11 miliardi di bilioni di bilioni di tonnellate (11 seguito da 33 zeri) di molecole di carbonio oleoso nella Galassia. Cioè, una galassia, mica l’universo. Ma allora, quante salsicce o bottiglie d’olio galattico potremmo avere ? Una fornitura eterna suppongo, olio per fritteuse a vita.

Poi la botta. Il carbonio alifatico è un grasso sporco e tossico, dunque niente colazioni con burro galattico e marmellate stratosferiche. E per fortuna che, a quanto pare, non nuotiamo nei grassi solo perché il vento solare tiene lontana quella porcheria dal nostro sistema solare.

Insomma, il carbonio alifatico è uno dei principali mattoncini della vita, e anche se fa schifo ha il suo perché. La fortuna è che non è in quantità sufficienti, nonostante i suoi vetordcimilamille tonnellate, di affogarci nell’unto, se no saremmo..fritti!

*Nei composti alifatici, gli atomi di carbonio possono legarsi dando vita a catene lineari, ramificate o cicliche. Possono essere presenti legami singoli (alcani), doppi (alcheni) o tripli (alchini). Il termine deriva dal greco aleifar cioè unguento; questo perché molti grassi contengono lunghe catene carboniose.

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