Musk nuovo Messia

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Che Elon Musk sia spinto dall’”amore” e dal “desiderio di aiutare l’umanità”, è un assunto talmente idiota che nemmeno un trapper strafatto di metanfetamine potrebbe sostenerlo.

Eppure è quello che ha dichiarato il plurifantsatiliardario alla stampa dopo l’acquisizione di twitter. Che abbia licenziato immediatamente 4 supermanager dell’azienda mediatica con l’uccellino sul logo non mi disturba più di tanto. 

Quella è gente che comunque cade sempre in piedi. 

Ma l’amore per l’umanità di quello squinternato di Musk, quello no, è come credere che la strega di Biancaneve venda frutta a scopi umanitari.

“Acquisto Twitter perché è importante per il futuro della civilizzazione avere una piazza comune digitale dove un’ampia gamma d’idee può essere discussa in modo salutare senza ricorrere alla violenza”

Ha dichiarato il miliardario sudafricano. Il punto è che Twitter, Facebook, Instagram e soci, sono in mano a un pugno di personaggi che hanno un patrimonio equivalente al Pil di una nazione. Persone che non solo muovono ciò che vogliono a colpi di dollaroni, ma che hanno anche il potere di pilotare e irretire miliardi di persone con algoritmi di cui nemmeno conosciamo bene il funzionamento. 

Algoritmi in grado di stabilire le nostre preferenze di consumo, emotive o sessuali, ma anche di guidarci sottilmente nella direzione auspicata da un mercato avido che non si accontenta mai di quello che ha raggiunto.

Il consumo della società capitalistica, sembra ormai un mostro inarrestabile. All’illusione di democrazia e uguaglianza legati al benessere dei decenni passati, fa da contraltare un mondo egoista e mostruoso, che lascia l’individuo sempre meno possibilità di scelta. 

Una società di cui il film matrix, seppur cupo ed iperbolico, era un’antesignano. Un mondo in cui gli esseri umani hanno solo l’illusione di vivere le loro vite, mentre sono cibo per macchine sempre più energivore. (guarda il trailer del film)

Elon Musk è tutto meno che amorevole, come non lo sono Zuckerberg o Bezos, figli di un mondo dove il profitto è l’assoluto dogma da raggiungere. Musk rincara la dose, sembrando un profeta di altri tempi:

“Nel cercare senza sosta click, i media tradizionali hanno alimentato gli estremi. È per questo che compro Twitter. Non perché è facile, non perché fa soldi. Lo faccio per cercare di aiutare l’umanità che amo. E lo faccio con umiltà, riconoscendo che, nonostante i migliori forzi, c’è una reale possibilità di fallire

Eppure, il gelo che accompagna queste frasi non si dissolve. Musk, rinnovato messia, ci regala paternalmente le sue verità, facendoci illudere ancora una volta che se lo seguiamo, come è avvenuto nei secoli passati, ci sarà un nuovo rinascimento, un mondo migliore e meno bacato. Non ci è riuscito Gesù, ma nemmeno Maometto o Buddha. Il mondo e gli esseri umani sono quello che sono e sono continuano in una spirale autodistruttiva a farsi del male, seguendo falsi idoli e improbabili profeti.

Musk, nella sua messianica attitudine, ha anche detto che vuole rivoluzionare la cinguettante piattaforma come “ acceleratore per creare X, l’app di tutto”.

Il nuovo CEO di Twitter? Ma lui stesso, quasi ovvio. E la strada per diventare onnipotente sembra ben segnata nella testa del miliardario sudafricano.

Com’è che c’è scritto sulla Bibbia?: “Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina…”

E poi comprò Twitter, e Musk vide che era cosa buona e giusta…

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