Stupratore a 83 anni

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“Siamo estremamente dispiaciuti per l’incidente. Abbiamo espresso il nostro profondo rammarico alle persone colpite e abbiamo fornito loro l’assistenza psicologica necessaria”.

Questo il tenore del comunicato dell’ospedale di Bienne, nel Canton Berna, dopo che un 83enne aveva cercato di violentare due pazienti nella stessa ala in cui era ricoverato.

Ora, non ridere è difficile. Solo la mia comprensione su come si possono essere sentite le due donne mi esime dalla crassa risata per un fatto di cronaca che ha dell’assurdo, leggiamo da TIO:

“L’uomo ha prima tentato di violentare una donna che tra le altre cose era stata operata da poco: riuscita a divincolarsi è fuggita in corridoio. Le sue grida hanno richiamato l’attenzione degli infermieri di turno che sono corsi in suo soccorso. L’uomo nel frattempo ha cercato di aggredire sessualmente anche la vicina di letto della paziente che era fuggita: è stato bloccato dal servizio di sicurezza e poi arrestato dalla polizia.”

Una cosa non capisco, non solo hai 83 anni e dovresti startene calmino su una poltrona col plaid a scacchi e le pantofole, ma cerchi di violentare due donne. Non una ma due, e per di più a ripetizione quando la prima è scappata urlando.

Non solo sei un vecchio porcaccione e satiro, ma sei anche talmente incapace di controllare i tuoi impulsi da saltare addosso a donne addormentate e malate pur di soddisfare le tue voglie. 

Quanto poi un anziano sia in grado a quell’età e senza aiuti di pastiglie blu a portare a termine il fattaccio rimane un mistero. L’ospedale ovviamente rammaricato e in imbarazzo, certifica che le aggressioni tra pazienti sono rare. E vorrei anche vedere il contrario. Nessuno comunque accusa il nosocomio di poca attenzione, anche perché un agire del genere da parte di un ultra ottantenne appare probabile come la collisione di Saturno con l’Enterprise.

Scherzi a parte sul vegliardo e sui suoi appetiti, ricordiamo che in Svizzera, in base a un sondaggio di GSF una società di rilevazione nazionale, (fatto su un campione di 4’500 donne nel 2019) una donna su 5 di età superiore ai 16 anni, ha subito degli atti sessuali non consenzienti e più di una donna su dieci ha invece subito un rapporto sessuale non consenziente.

“È spaventoso constatare fino a che punto le donne parlino poco delle aggressioni sessuali vissute, anche all’interno della loro cerchia più stretta. Quasi la metà delle donne toccate (49%) tiene per sé l’episodio di violenza sessuale. Solo l’8% di loro hanno denunciato l’episodio alla polizia,” 

Ha dichiarato Cloe Jans, impiegata della società di sondaggi.

“I risultati dell’indagine sono scioccanti. Essi rivelano che i casi registrati nelle statistiche della polizia sulla criminalità rappresentano solo la punta dell’iceberg. In Svizzera le aggressioni sessuali restano impunite nella grande maggioranza dei casi,”

Come sappiamo, le conseguenze sulle donne sono gravi, e anche un episodio come quello di Bienne, che evoca risate e scherno, ha per corollario il disagio, la paura e l’angoscia che le due donne hanno dovuto sicuramente subire nonostante l’uomo non sia riuscito nel suo intento. Fatti aggravati dalla certezza di essere in un luogo sicuro e accogliente dove si viene accuditi e curati.

Nell’ultimo decennio, almeno stando alle statistiche della polizia, il numero degli stupri in Svizzera è andato aumentando. Non ci è dato sapere però se sia un aumento reale o una maggiore consapevolezza da parte delle vittime, che oggi denunciano quello che ieri avrebbero taciuto. Rimane il problema serio di un cambiamento culturale, che accompagni questo splendido esperimento sociale (come lo definisce lo storico Alessandro Barbero) in cui per la prima volta si “tenta”, in una società umana civilizzata, di dare davvero la parità alle donne.

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