Tonini, da che parte stai?

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La malattia psichica è una maledizione oscura. Eppure nella società non è ancora equiparata a quella fisica. Se mi rompo una gamba ho la comprensione di tutti, se sono depresso o schizofrenico, la società fa i distinguo.

Traggo spunto da un post pubblicato da Stefano Tonini, deputato in Gran consiglio per la Lega dei ticinesi. Premettendo che Tonini non è nemmeno il peggio che sieda in parlamento, devo però constatare che cade, perché va a suo vantaggio, nella facile stigmatizzazione di due categorie che si prestano facilmente alla critica: l’immigrato straniero e il malato psichico.

Detto in parole povere, Tonini pubblica un articolo di TIO, in cui si parla di atti vandalici attuati da un cittadino (tunisino?) in una chiesa di Lugano. L’uomo, la mattina presto, è entrato in chiesa e urlando e strepitando ha compiuto degli atti di vandalismo. Leggiamo da TIO:

“Statue decapitate, crocifissi spaccati e vetri in frantumi. Questa mattina, poco dopo le 7.40, al momento dell’apertura, un uomo – stando alle testimonianze di origini nordafricane, con problemi psichiatrici e in stato alterato – è entrato nella chiesa di San Carlo Borromeo di Lugano e, inveendo contro la religione, ha rivolto la sua ira contro i tanti oggetti di valore presenti all’interno dello storico edificio del 1640.

«Era una furia – commenta Mauro Martini, sagrestano e vicepriore della confraternita proprietaria della chiesa – era pericoloso ed era difficile avvicinarlo. Abbiamo chiuso il portone e chiamato la Polizia: ma in dieci minuti ha distrutto ciò che ha trovato lungo la sua strada. Purtroppo, si tratta di statue e crocifissi storici e antichi. Ha spaccato tutto quanto poteva rompere”.

Atto riprovevole che però, e penso qui siamo tutti d’accordo, una persona normale non fa. Che sia somalo, tamil o afghano, uno che si comporta così ha evidenti problemi psichiatrici, e su questo concorda anche l’articolo. Se una persona agisce in stato confusionale o alterato, anche i tribunali riconoscono da una parziale a una totale scemata responsabilità. Se in base a una perizia psichiatrica una persona non è capace di intendere o volere, non è giudicabile e va curata. Lo stabilisce anche la nostra legge.

Detto questo, Tonini nella sua giusta indignazione per l’atto, fa una cosa poco etica, ovvero sfrutta il fatto per portare avanti la tesi, tanto cara ai leghisti, che ci sono “rifugiati e rifugiati”:

“La Svizzera è una delle nazioni che accoglie più rifugiati. (…) Coloro che scappano da situazioni limite come Paesi che si trovano ad affrontare guerre, meritano un posto sicuro dove poter far dormire i propri figli senza la paura di essere bombardati da un momento all’altro. Rimango basito invece di fronte a notizie come quella riportata che un cittadino Tunisino (proveniente quindi da una Nazione ben diversa da quelle sopracitate) è entrato in una chiesa, violandone la sacralità e causando danni per oltre 50’000.-.

Questa è l’immigrazione che va combattuta!

Questi sono gli asilanti che non meritano aiuto e che devono essere rispediti a casa propria!”

Alcune considerazioni doverose su questo post di Tonini vanno fatte:

1) Una persona di origine nordafricana non è automaticamente un asilante, Tonini non è al corrente, come non lo sono io, dello status della persona. Come faccia a sapere Tonini che l’uomo è Tunisino, visto che i media non ne riportano la nazionalità è un mistero, ma probabilmente Tonini sa cose che noi non sappiamo.

2) Tutti i media rimarcano i problemi psichiatrici dell’uomo. Dunque la persona è malata e se non è giustificato nel suo atto, va perlomeno ridimensionato il gesto. Se fosse stato un ticinese, dubitiamo molto che l’indignazione di Tonini sarebbe sgorgata con altrettanta veemenza.

3) Supponiamo che le persone che fuggono dai bombardamenti citate da Tonini, siano gli Ucraini, bianchi e occidentali. Ovvio che hanno diritto di scappare, come ce l’hanno tante persone, che magari non fuggono dai bombardamenti ma da situazioni di pericolo. Suggeriamo a Tonini, per esempio, di andare in Iran dichiarando a tutti per strada che è omosessuale, di certo non lo bombardano, ma nemmeno lo invitano a cena per mangiare il cous cous.

4) Usare un fatto del genere, che coinvolge una persona in evidente stato psichico alterato, per sostenere la tesi che gli immigrati “cattivi” sono ovunque e vandalizzano chiese, è fuorviante e poco onesto. 

I problemi ovviamente esistono ed esistono soprattutto tra persone che spesso hanno visto cose talmente orrende da alterarne lo stato psicofisico in maniera irrimediabile. Illudersi che gente che ha subito torture, vessazioni e bombardamenti o che ha visto uccidere familiari o amici, sia perfettamente equilibrata e integrata è assurdo. 

Se sono un richiedente l’asilo o un rifugiato, ho alle spalle storie che nessuno di noi vorrebbe sentire. Chi scappa non è un professionista affermato, non è un politico del gran consiglio e non vive in una famiglia del mulino bianco. Chi scappa spesso ha lasciato tutto, non ha più nulla se non brandelli di ricordi e una valigia di brutture pesante, il cui greve fardello spesso non permette un futuro. È semplice, molte di queste persone non ce la faranno, finiranno nelle pieghe di una società insensibile e si perderanno nella follia. 

Ecco perché, caro Tonini, non è giusto categorizzare delle persone perché un nordafricano con problemi psichici vandalizza una chiesa nella ricca Via Nassa. Puntare il dito nel mucchio è facile, fare i distinguo invece richiede intelligenza ed empatia. Da che parte vuoi stare?

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