Ballando coi fascisti

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Che le sensibilità in Italia per la questione del nazifascismo siano simili a quelle di nervi scoperti è un dato di fatto. L’elezione di Giorgia Meloni, erede dell’MSI di Almirante e Romualdi, ex esponenti del regime mussoliniano, ha per assurdo, alzato il livello di guardia.

Come in un branco di gazzelle in all’erta per la presenza dei leoni, ogni minimo rumore, ogni scalfittura in uno status quo di precario equilibrio è sufficiente per far saltare il coperchio del pentolone. Ed è quello che è successo su RAI 1, nel seguitissimo show di “Ballando con le stelle”, una kermesse di danza che ogni anno mette sul palco vippini e vipponi per insegnare loro complessi passi di mambo o sinuosi passaggi di tango.

A creare panico all’interno della RAI, Enrico Montesano, celebre comico degli anni ’80 e ’90 poi passato al teatro. Montesano, già stigmatizzato negli anni scorsi per aver sposato le tesi no-vax, è scivolato su una maglietta. Non una qualunque, ma una che celebra la decima mas, la celebre falange di incursori della marina della repubblica di Salò. La X mas, come molti sanno, è assurta a simbolo del fascismo per la spregiudicatezza e il coraggio dei suoi membri, una specie di punta di diamante del regime fascista che soffocò l’Italia per un ventennio. 

Nelle scene incriminate delle prove, con la brava ballerina Alessandra Tripoli, che non per colpa sua evoca nel cognome le colonie italiane di Libia, Montesano volteggia leggiadro con una maglietta nera, che sul petto porta lo stemma della decima, la X sovrastata da un teschio con la rosa in bocca, sulla schiena invece, il motto degli incursori in latino: “memento audere semper”, ovvero, ricordati di essere sempre audace.

La decima mas, collaborò fittamente coi nazisti per contrastare la resistenza italiana e partigiana, macchiandosi spesso di crimini di guerra. Nella sentenza contro Junio Valerio Borghese, comandante della decima, si parla di:

“continue e feroci azioni di rastrellamento di partigiani e di elementi antifascisti in genere, talvolta in stretta collaborazione con le forze armate germaniche, azioni che di solito si concludevano con la cattura, le sevizie particolarmente efferate, la deportazione e la uccisione degli arrestati, e tutto ciò sempre allo scopo di contribuire a rendere tranquille le retrovie del nemico, in modo che questi più agevolmente potesse contrastare il passo agli eserciti liberatori (… ) ingiustificate azioni di saccheggio ed asportazione violenta ed arbitraria di averi di ogni genere, ciò che il più delle volte si risolveva in un ingiusto profitto personale di chi partecipava a queste operazioni”

Questa era la decima mas. Montesano si difende dicendo di essere un collezionista di magliette e che ne ha anche di Mao o dell’ex unione sovietica. Un po’ debole come scusa. Se non sei proprio un fesso, non ti metti in mondovisione una maglietta che inneggia a un regime passato che sta però facendo rispuntare le sue corna sotto mentite spoglie con la nuova coalizione di destra. Non indossi un capo con un motto latino che probabilmente conosci bene e con una X col teschio sul petto, diciamo che qualche dubbio doveva venirti, mica è la maglietta dei muppet show o di hello Kitty. Nervi scoperti, come dicevamo, al punto che la RAI ha subito dato il benservito a Montesano con una pedata nel sedere e tanti saluti. L’attore, minaccia azioni legali dichiarando che la maglietta: “ è stata vista dai rappresentanti della Rai sia durante le prove della sua prestazione artistica sia durante la registrazione della stessa, sia nel montaggio senza alcuna obiezione” e che il materiale montato “è stato ulteriormente esaminato” senza obiezioni sulla regolarità.”

A parte il fatto un po’ triste e increscioso, rimane tutt’ora un Italia che non ha fatto i conti col suo passato e che vede rispuntare fantasmi in orbace che forse si illudeva fossero sepolti. Saranno le prossime mosse di Meloni, che non si è mai realmente dissociata dal suo passato, a far capire se l’Italia continuerà la sua strada nel solco della comunità europea o se seguirà le sirene fascisteggianti dei paesi Visegrad, creando un fronte di divisione ulteriore.

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