‘Chi si ferma è perduto’, le nuove avventure del Bar Lume

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Quando la fisica come scienza viene usata come arma di indagine: il nuovo libro di Marco Malvaldi in coppia con la moglie Samantha Bruzzone, presenta belle novità. La comicità nel giallo è un sentiero impervio. Marco Malvaldi lo percorre da un po’ di tempo e con i vecchietti del Bar Lume, un locale pubblico toscano frequentato da pensionati e malcapitati turisti, ha conquistato ottimi risultati. L’animazione in questo contesto era suddivisa da questi quattro «umarei» scappati e scampati dai cantieri.

Ora cambio totale di scenario: la protagonista è una mamma-casalinga-chimica (come sua moglie, Samantha Bruzzone, co-firmataria di «Chi si ferma è perduto», ed. Sellerio) e la vicenda si svolge in un paesino animato da poche anime. Nel suo piccolo questo agglomerato ha tanto (non diciamo tutto): bar, mini-supermercato, farmacia, scuola per l’età obbligatoria (seppur nelle salde mani religiose). Il tutto inizia dal ritrovamento di un cadavere in un boschetto discosto: il morto è il professore di musica della scuola («un rompiballe» agli occhi delle suore, un «esigente» da parte delle famiglie, un «verde talebano» per tutti), chi lo trova è Serena Martini, la protagonista e voce narrante. Che, ovviamente si sente coinvolta nella risoluzione del «caso», accompagnando in modalità autonoma e quasi di contrabbando, la polizia ufficiale. Lei, la Martini, è portatrice di una sensibilità speciale in quanto donna costretta ai domiciliari per accudire i figli ed in quanto laureata in fisica, oltretutto dotata naturalmente da un olfatto spettacolare (nemmeno le dispiacerebbe di assumere i panni di sommelier, un corso specifico l’ha dichiarata bravissima).

Trattandosi «dei Malvaldi» le battute non mancano, vuoi rivolte ad un contesto familiare tanto coniugato al maschile («Le persone normali si addormentano leggendo un libro, io invece mi sveglio leggendo la Lista delle Cose da Fare» e rivolta al marito: «stiamo parlando di una persona che ha una laurea, un dottorato di ricerca, un centinaio di pubblicazioni su riviste scientifiche di tutto il mondo, un paio di brevetti. Non dovrebbe essere difficile da capire. O da tenere a mente: ricordarsi di chiudere a chiave la casa … ») oppure a quello scolastico, cominciando dalla direttrice tanto devota al papa polacco («genuflessa di fronte a Karol Wojtyla, noto alle autorità come papa Giovanni Paolo II, secondo alcuni il più grande papa del Medioevo»). La storia è sostenuta da un buon ritmo ed i colpi di scena non mancano (cosa c’entrano le prostitute con il convento-scuola ?, e quel fucile poi scomparso ? non lo si può rivelare qui). L’indagine, forse non brillante in fatto di ironia come i gialli precedenti di Malvaldi ma comunque più «gialla» del solito, attira il lettore per la capacità della «nostra» nello stabilire collegamenti inusuali e ragionamenti sorprendenti.

La storia è ben escogitata, i personaggi tratteggiati e descritti con acume e sensibilità. Sopra tutti il morto ammazzato che nasconde i suoi lati affascinanti, così come la «poliziotta ufficiale», un donnone alto 1,91 che nel corso della vicenda si trasforma e diventa accattivante. Poi la coppia di scienziati e genitori. Un romanzo brillante che si legge in un fiato ed evita la noia. Sulla doppia firma non è dato sapere un granché: Marco Malvaldi in un’intervista ha dichiarato che si tratta «di un risarcimento». E’ da sempre che Samantha fornisce le trame e lui le scrive, poi lei le fa da primo editor. Dunque non trattasi di novità, almeno da un punto di vista «tecnico».. Il libro comunque ha scalato le vette delle classifiche di vendita, godendo di un giusto riscontro. 

«Chi si ferma è perduto», 2022, MARCO MALVALDI- SAMANTHA BRUZZONE, ed. Sellerio, 2022, pag. 343, Euro 15.00.

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