Evviva il re verde!

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In una Gran Bretagna che ultimamente sembra non avere più molto di grande, spunta un re, quel Carlo III d’Inghilterra che tutti vedevano come una macchietta. Lo fa andando contro il governo del tory party, nel quale il neo primo ministro Rishi Sunak, si è appena insediato.


Che l’alba del regno unito dopo la Brexit sia fuligginosa e cupa è ormai chiaro a tutti. I problemi legati alla Brexit, che ha spaccato il paese anni fa, vengono al pettine, come nodi di una chioma ribelle e aggrovigliata. Dopo la caduta repentina di Liz Truss, il cui soggiorno a Downing Street è durato solo 44 giorni, entra in gioco una stella nascente dei conservatori, Rishi Sunak.

Se gente come Churchill vedesse alla guida del paese un indù discendente da genitori indiani migrati dal Sudafrica, si girerebbe nella tomba come una porchetta di Ariccia col turbo. È ironico che a risollevare la “gloriosa” Gran Bretagna, sia chiamato uno dei suoi figli minori, che però hanno sposato la causa conservatrice.
Ma veniamo al dunque. Nei primi giorni in carica, Rishi Sunak ha di sicuro avuto molto da fare, al punto che ha disdetto alcuni impegni precedentemente assunti dal governo.
Uno di questi, è stato disertare il cop 27, il summit sull’ambiente che si terrà in Egitto, a Sharm el Sheik, nei prossimi giorni di inizio novembre.

A criticarlo un altro indiano, Alok Sharma, pure lui ex ministro conservatore e presidente del precedente summit, il Cop 26. Secondo Sunak, abdicare al ruolo britannico al congresso green, significa indebolire il ruolo preminente che ha l’Inghilterra nelle questioni ambientali. Questioni che ad oggi, anche i Toryes hanno sposato con convinzione.
Sharma, fervente ambientalista come il suo monarca, a punto che era chiamato lo “Zar verde”, si recherà comunque alla conferenza, visto che è consuetudine che vi presenzi il presidente dell’anno precedente.

Ed è qui che entra in gioco quel dimesso Carlo, che ha comunque declinato negli ultimi anni la union Jack al verde acceso dei germogli. Insomma, Carlo è dannatamente e britannicamente ecologista. Al re, che aveva inaugurato l’edizione del 2021 a Glasgow al posto della regina Elisabetta, era stato proibito recarsi in Egitto dalla premier Truss, divieto confermato dal rampante Sunak, che probabilmente temeva che il sovrano avrebbe in qualche modo offuscato il suo avvento al potere.

Chi immaginava a Carlo come l’ombra della volitiva madre si sbagliava. Il re ha infatti deciso di aggirare i divieti toryes organizzando una conferenza sul clima a casa sua a Londra, invitando esperti del clima a Buckingham Palace. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va dal re. Uno sgarbo a Sunak, che diserta un raduno in cui saranno presenti grossi calibri come Macron o Biden.

Questo è un re che ci piace, che dimostra polso e che sa con intelligenza giostrarsi in un trogolo di politica dura che vede continui scontri, anche intestini, tra compagini. D’altronde, Carlo III ha avuto quasi 80 anni per imparare come si fa a regnare, anche se al giorno d’oggi è forse un termine un po’ improprio. Vero è che il ruolo di monarca per gli inglesi ha ancora un grande peso, anche se fortemente limitato dalla politica. Una politica però, che sembra coinvolgere, almeno a livello “green”, anche il nuovo sovrano.
Cosa sarà dell’orgogliosa Britannia è ancora arduo da dire. Nonostante i problemi economici e politici, la bianca Albione è ancora una prima attrice sul palco internazionale, un palco che però si sta facendo sempre più verde. Sapranno gli inglesi cogliere l’opportunità servita loro dal re, quella di diventare protagonisti di un new green deal europeo e internazionale?

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