Guscio contro i rave

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Che Lelia Guscio, docente e deputata in Gran Consiglio non sia proprio, nonostante la professione, un’amica dei giovani è ormai assodato. Supponiamo che non sia molto amica nemmeno di se stessa, visto le numerose polemiche e tafferugli che contraddistinguono sia la sua vita politica che professionale.

La Guscio aveva avuto l’onore dei media in passato, per minacce a uno studente e per la sua crociata contro libri presenti nelle biblioteche scolastiche che lei riteneva semi-pornografici. (leggi qui sotto)

Allo stesso modo, sono celebri i suoi litigi in Consiglio comunale a Bellinzona anche coi suoi stessi correligionari: (leggi qui sotto)

Era arrivata persino a farsi denunciare dal presidente (leghista) sempre del Consiglio comunale di Bellinzona, in un marasma di continue accuse e insulti che aveva reso il gruppo Lega-UDC la macchietta della turrita. (leggi qui sotto)

Ora la Guscio, in un suo articolo su TIO, ci descrive cos’è un rave e si rammarica del degrado che questo porta. Ma leggiamo direttamente dalle sguscianti parole dell’esponente leghista il suo ragionamento: 

“Ai più vecchi ricordano il celebre festival pacifista e contestatario di Woodstock. Purtroppo, a causa del mix di sostanze (anche illegali) che assumono i partecipanti di queste autentiche maratone musicali, esse da feste degenerano spesso in vere e proprie devastazioni dei luoghi e della salute dei partecipanti.”

Dunque, se dovessimo fare un conto delle sostanze psicotrope, illegali e alteranti che sono state e vengono ingerite in feste e concerti dall’età della pietra fino ad oggi, non ci basterebbe l’archivio cantonale per contenerle tutte. Dalle feste pagane della fertilità ai baccanali romani, da woodstock alle discoteche luganesi, non è che si va lì per ballare la mazurka, bersi una gazzosa e a casa che domani c’è messa. L’idea di limitare l’alterazione psicofisica dei giovani togliendo loro le feste è un’idiozia che viene reiterata probabilmente dai tempi di Carlomagno. Per esprimere meglio il questione, ci appoggiamo a una canzone di Jovanotti (neanche tanto recente) che descrive in maniera inequivocabile il concetto che cerchiamo di spiegare alla “docente” Guscio:

“…sono passate 1000 generazioni

dai rockabilli punk e capelloni

i metallari i paninari e sorcini

e ogni volta gli stessi casini

perché i ragazzi non si fanno vedere

sono sfuggenti come le pantere e quando li cattura una definizione

il mondo è pronto a una nuova generazione…”

E tu Guscio vuoi seguire una norma definita liberticida anche in Italia con la convinzione che così di ridurre il danno? Tanti auguri. La pasionaria leghista procede comunque imperterrita col suo ragionamento, che non nasconde simpatie per il governo di destra italico:

“Il nuovo governo italiano ha deciso di arginare questa preoccupante deriva sociale giovanile introducendo un nuovo articolo del codice penale. Esso prevede carcere anche fino a 6 anni e multe fino a 10’000 € per gli organizzatori e pene minori per i partecipanti ai rave parties (vi partecipano anche dal Canton Ticino). Gli avversari politici del neo governo italiano considerano questa norma liberticida e a rischio di essere usata impropriamente per proibire anche altre riunioni di cittadini sul suolo pubblico. Si pensi alle numerose manifestazioni di dissenso sociale legate a pandemia, clima, guerra e inflazione. Dalla Svizzera guardiamo con curiosità all’applicazione di questa nuova norma su suolo italiano e di riflesso le conseguenze su suolo ticinese. Miglioreranno ordine e salute pubblica in Italia o la legge verrà osteggiata perché considerata eccessivamente repressiva?…”

Guarda Guscio, supponiamo la seconda che hai detto. La proibizione dei rave non servirà a un piffero, la salute pubblica non migliorerà di una virgola e la curiosità con cui tu guardi questi esperimenti muscolari ma fallimentari sarà soddisfatta, anche se non cambierà niente. Perché tu che lavori nell’ambito educativo, una cosa dovresti ormai averla assimilata bene: i giovani per definizione sono ribelli, lo devono essere per crescere. E siccome ho citato Jovanotti poco sopra, mi permetto di concludere menzionando un grande scrittore del secolo scorso, mica un trapperino odierno, ma Charles Bukowsky

“Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: “Oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda”. Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.”

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