Il grande Satana zuccherato

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Generazioni di “sinistri” in tutto il mondo hanno sempre preso ad esempio dell’esasperato consumismo made in USA, quello tradizionalmente più odiato, i simboli di una way of life che tutti conosciamo: McDonald e Coca cola.

I due giganti del cibo e delle bibite, spregiudicati fabbricanti non solo di panini e bottigliette ma virtualmente di un modo di vivere erano colpevoli, agli occhi dei progressisti di tutto il mondo, di portare avanti uno stile politico e di pensiero che stava distruggendo e traviando il pianeta.

Negli anni i due brand hanno cercato di diventare più “sociali”, almeno in apparenza, e di apparire più ecologici. McDonald introducendo più cibi vegetali e asserendo di separare l’enorme massa di rifiuti prodotta, Coca cola diventando uno dei principali sponsor di Cop 27, il summit sul clima di cui abbiamo parlato recentemente. (leggi qui sotto)

Scopriamo tutto ciò da un articolo di TIO, che parla soprattutto dei cambiamenti climatici e dei disastri che ne conseguono. Cito da TIO:

“…L’azienda della bevanda gassata ha preso posizione spiegando che la sponsorship simboleggia il suo impegno nel ridurre le emissioni e ripulire gli oceani dalla plastica.”

Ricordiamo che la multinazionale delle bibite gassate, ha 80’000 dipendenti, 9 miliardi di reddito netto, 32 miliardi di fatturato e un totale attivo di 86 miliardi di dollari. Per fare un paragone proprio con quell’America latina depauperata dalle multinazionali statunitensi, il PIL di El Salvador è di 28,5 miliardi di dollari, quello dell’Honduras di 28,5 e quello del Salvador di 14 miliardi.

Per cui quando si dice che certe multinazionali hanno un fatturato che supera il pil medio di un paese in via di sviluppo, beh, non è fantascienza. 

Ma la questione principale, a parte la questione etica, è la balla della plastica. Parrebbe infatti che Coca cola, smascherata dal Financial times che cita la fondazione Ellen McArthur, abbia aumentato l’uso di plastica non riciclata del (dal 2019 a oggi) del 3,5%.

La Ellen MacArthur Foundation, è una fondazione con i controammenicoli: sostiene più di 50 associazioni no profit nel mondo stanziando più du 225 milioni di dollari annui in sovvenzioni e investimenti per: “”Sostenere le persone creative e le istituzioni impegnate a costruire un mondo più giusto, verde, e pacifico”. Che sia un’associazione di questo tipo a smascherare il verde di facciata di Coca cola, fa capire quanto ci sia di serio nelle accuse.


Ma soprattutto ci si domanda, quanto un mondo ormai disperatamente capitalistico, egoista e votato al suicidio della specie sia in grado, nelle sue istanze superiori, di fare qualcosa. Quando le conferenze che dovrebbero limitare i disastri dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento si fanno sponsorizzare ipocritamente da chi questo inquinamento lo produce, siamo forse davvero al capolinea.

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