La Lega piange Maroni

Pubblicità

Di

Se Umberto Bossi, detto anche ul senatur, ovvero il fondatore della Lega Nord, se l’è rivista brutta nei giorni scorsi a causa di un’ulcera gastrica, un altro esponente di spicco della prima Lega lombarda è morto proprio in queste ore. Si tratta di Roberto Maroni, detto Bobo, varesino proprio come l’Umberto, già segretario della Lega, presidente della Lombardia e per quattro volte ministro. Aveva 67 anni.

Se Umberto Bossi aveva incarnato la figura del condottiero celodurista, volgare, sessista e smaccatamente antimeridionale (leggi anche razzista), Roberto Maroni era invece stato il suo alter ego sornione e dal sorrisino ammiccante capace di incarnare al meglio l’anima democristiana della Lega.

Maroni era malato da tempo, e nella notte tra lunedì e martedì le sue condizioni si sono aggravate. Nato a Varese il 15 marzo del 1955, in politica aveva iniziato a muovere i primi passi da ragazzo, avvicinandosi inizialmente al partito di estrema sinistra Democrazia Proletaria. Nel 1979 ci fu poi l’incontro con Bossi e la folgorazione sulla via di Damasco. Con lui, nel 1982 fu tra i fondatori della Lega Lombarda. 

Ministro dell’Interno e del Lavoro, in quattro diversi governi con Berlusconi premier, nel corso della sua carriera politica Maroni fu a lungo al fianco di Umberto Bossi, fedele compagno d’armi, salvo poi distaccarsi negli ultimi anni, criticando soprattutto la gestione un po’ troppo da padre padrone del Senatur del partito. 

La rottura tra i due fu definitiva quando nel 2012 l’allora tesoriere della Lega, Francesco Belsito, venne indagato per l’allegra gestione dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito e utilizzati per spese personali dalla famiglia Bossi. Lo scandalo portò alle dimissioni di Bossi dalla carica di segretario e finì col coinvolgere anche i suoi due figli, Renzo (detto il Trota) e Riccardo che con i soldi del partito aveva, ognuno a modo loro, fatto “la bella vita”.

Eletto segretario della Lega il primo luglio del 2012 Roberto Maroni si candidò successivamente alla presidenza della Lombardia e, una volta eletto, come promesso in campagna elettorale, si dimise da segretario della Lega lasciando il posto a chi ancora oggi la guida, quel Matteo Salvini diventato il condottiero di un partito che poco o nulla ha oggi a che spartire con quello che immaginarono a suo tempo sia Bobo Maroni che il Senatur. 

Da ricordare, poi, quanto Maroni abbia coltivato il rapporto con la Lega dei ticinesi, movimento con il quale ha sempre visto una vicinanza sia territoriale che politica. “Era una persona molto pragmatica, nei suoi diversi ruoli” ha detto di lui Norman Gobbi ai microfoni della RSI, ricordando come Maroni fosse una persona che amava la concretezza anche quando non era facile raggiungerla.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!