La nipote e quei fantasmi non tutti uguali

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I fantasmi non sono tutti uguali, ad esempio quelli vigenti in Germania colpiscono di più. Quando poi si trasformano in realtà: «La nipote» un gran bel romanzo di Bernhard Schlink.

Imbeccato da un amico leggiamo un autore fino ad oggi colpevolmente sconosciuto a chi scrive queste note: Bernhard Schlink. Uno scrittore tedesco, dicono le cronache. assai famoso in patria (la Germania) per un titolo, «Il lettore», campione di incassi. Lo leggiamo nella sua ultima fatica, «La nipote» e … non male. Schlink scrive proprio bene, la «prende piano» ma incide, va in profondità senza che nemmeno te ne accorgi. La storia di questo nuovo romanzo è quella di un incontro tra due persone assai diverse, con storie differenti e provenienti da mondi opposti. Un amore nella Berlino tranciata dal muro, nel 1964. Lui è timido, di buone letture, rispettoso al massimo del prossimo: studioso di storia occidentale. Lei è curiosa, capace di essere introversa ma anche espansiva, per incarico del governo lavora nell’ospitalità degli stranieri che arrivano da ogni parte del mondo. Si amano come ci si butta in acqua per la prima volta: curiosi, paurosi e contenti. Dopo una fuga da Berlino est piuttosto complicata (via Praga, Austria, passaporto falso…) eccoli riuniti per un incontro che non è di due persone ma di due mondi. Lui comincia ad essere incuriosito dalla «vita degli altri», osservando tutte le persone come mai prima, lei «aveva una testa fina e un cuore allegro e generoso, camminavano, nuotavano e a letto si leggevano libri ad alta voce». Le cose poi cambiano: lei nei momenti di solitudine cede al gomito alzato e scrive, scrive un romanzo che non lascia leggere a nessuno: «Non si può scrivere per gli altri, per i lettori o per i critici o per l’editore… si scrive solo per sé stessi». Un cambiamento che porta dritto a quel precipizio dal quale non si può tornare: il romanzo inizia con il protagonista, Kaspar, che ritrova la moglie Birgit morta in bagno. Una tragica storia, intensa, che non lascia scampo al lettore. Una narrazione che da sola basterebbe per alimentare un gran bel romanzo. E invece … invece è ancora niente. Infatti Kaspar, nel voler capire di più e meglio la moglie e in fondo la propria vedovanza, inizia una ricerca che si rivela sconvolgente. La vita nascosta e segreta di lei (Kaspar riesce leggere quello che si rivela …  un drammatico diario), le nuove laceranti domande. Scopre che la moglie ha avuto una figlia, e la va a cercare. Scopre che questa è stata adottata dal padre biologico, che già all’inizio l’avrebbe voluta tutta per sé. Ora è sposata con un tipo che da solo vale un romanzo, un estremista di destra che si sente orfano di Adolf e nega tutto, perfino l’olocausto. Leggere i suoi atteggiamenti e comportamenti è un qualcosa di tremendo, allucinante. Non bastasse, questi due hanno una figlia, «La nipote» appunto. In modalità assurde Kaspar riesce ad incontrarla, addirittura ad ospitarla in casa per le vacanze. Ed è una nuova feroce rivelazione: la ragazza è in pratica una seguace dei gruppi neonazisti, quelli di oggi. Qui abbiamo forse le pagine più belle di Schlink, che nel rapporto fra i due, tra conquiste (la musica, la musica) e rifiuti, convergenze e divergenze, riesce sempre con leggerezza a narrare un grande problema dell’Europa d’oggi. Ed il romanzo da storico diventa attuale. Davvero bello. 

Forse qui abbiamo detto troppo, ma non crediamo; infatti la scrittura di Schlink rivela sempre sorprese, fatte di dettagli ma anche di stupori. Un romanzo bello e interessante. Un libro che ha indotto chi scrive queste note ad andare a ricercare tutti gli altri titoli dell’autore tedesco, sempre editi da Neri Pozza: chapeau!  

«La nipote», 2021, BERNHARD SCHLINK, Neri Pozza editore, 2022, tr. SUSANNE KOLB, pag. 323, Euro 19.00.

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