Ma io di ‘sti soldi che me ne faccio?

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Jeff Bezos, plurifantastiliardario, nonché uomo più ricco dell’orbe terracqueo, avrebbe. Deciso di donare quasi tutti i suoi miliardi. Il condizionale è d’obbligo, perché come mi ha insegnato papà, finché non c’è la firma un contratto non è valido.

Per cui, quando si vedranno i soldi allora si potrà anche osannare un uomo che ha sfruttato per decenni decine di migliaia di disperati facendoli lavorare nei suoi magazzini con le bottigliette per fare la pipì in tasca.

Ma bando ai ricordi! Cosa sono poche migliaia di lavoratori di fronte a una ricchezza che è l’equivalente del PIL annuale dell’Etiopia?

Sarà che come in tempi medioevali, quando i ricconi sentono avvicinarsi la falce della triste mietitrice, ci tengono a lasciare qualcosa dopo di loro che non siano solo le bestemmie di coloro che hanno rovinato. Bezos avrebbe dunque deciso che in fondo 124 miliardi (la sua attuale ricchezza stimata) sono tantini anche per lui, e non sa bene cosa farsene.

Allora diventiamo un magnate della filantropia si sarà detto. E sì che a Bezos erano andati in diversi a tirare la giacca, con scarsa fortuna, come il direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale dell’ONU David Beasley che lo invitò a donare una minima parte dei suoi averi per sfamare milioni di persone nelle zone più sfigate del pianeta. O quando gli fu chiesto di partecipare al Giving pledge, un gruppo di allegri miliardari che si impegnavano però a donare parte delle loro ricchezze ad associazioni benefiche. 

Bezos no, lui balla da solo e dei suoi miliardi decide lui. In seguito alle pressioni ambientaliste, aveva già creato un fondo, l’Eahrt fund da 10 miliardi di dollari destinato ad appoggiare finanziariamente associazioni, scienziati, aziende e ONG cercando soluzioni innovative per la salvaguardia del globo.

Da quando ha lasciato il posto di CEO di Amazon, Bezos ha deciso di prepensionarsi, e forse ha scoperto che c’è qualcosa di più prezioso della corsa al denaro. Sarò forse ingenuo, ma la favola dickensiana di Mister Scrooge è stata sempre una delle mie preferite (soprattutto la versione Muppet) e il natale si avvicina.

Basterebbero forse poche centinaia di miliardari come Bezos, Gates e compagnia, per dare una bella botta alle storture del mondo: cambiamenti climatici, fame nel mondo, sfruttamento. Io non penso che i ricchi siano diventati buoni tutto d’un colpo, penso però che ricchezze talmente smodate, pongano dei quesiti filosofici anche ai loro possessori, domande che alla fine impongono un’unica risposta: ma io di tutti ‘sti soldi, che me ne faccio?

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