Manzini e la sua “mala erba”

Pubblicità

Di

«La mala erba», un altro superbo romanzo scritto da Antonio Manzini. A lui piace percorrere anche sentieri insoliti, lontano dai suoi collaudati quanto validi schemi (Schiavone). Lo fa con una scrittura splendida.

Ma quanto è bravo Antonio Manzini ? L’abbiamo conosciuto con il suo eroe seriale, l’imprescindibile Rocco Schiavone, poi nella disamina del mondo editoriale («Ogni riferimento è puramente casuale», 2019: spietato in un’ironia mai casuale), ancora in un noir memorabile («Vecchie conoscenze», 2021). E adesso, adesso eccolo in una tragica favola sulla prepotenza e sulla difficoltà del vivere in provincia. Un romanzo sulla fragilità che si nasconde anche negli animi più efferati, il ricatto come pratica abitudinaria e la durissima esistenza di una giovane ragazza che vorrebbe emanciparsi da una realtà esasperata ed esasperante.

Una storia di una potenza rara. Manzini ce la racconta come sa fare solo lui. Descrizione leggera ma profonda dei personaggi, memorabili tutti, narrazione dell’ambiente che più precisa non si può e, ad unire i due aspetti, dinamiche relazionali sostenute da un ritmo in grado di calamitare il lettore dalla prima all’ultima pagina. La storia è ambientata in un paesino di montagna di 300 anime, confinante con Eboli (ovviamente non lo si scrive geograficamente ma letterariamente, nel senso che Cristo si è fermato ai suoi confini). La storia? forse è meglio dire «le» storie perché nella narrazione vi sono intrecci di esistenze, ognuna portante la propria «mala erba». Il potere sui malcapitati paesani è bipartito tra il religioso, con il frate che sul pulpito si «fa sentire» ed il boss, in pratica padrone di tutto il paese con l’arrogante pratica dello strozzo: tutti gli devono qualcosa e tutti abbassano il capo di fronte alle sue prepotenze, anche le più inique e assurde. Non bastasse lui sa cose che gli umani neanche si immaginano, e dunque con il grimaldello del ricatto lui può semplicemente tutto. Siamo, strano ma vero, ai nostri giorni ed una giovane brillante studentessa, Samantha, deve fare i conti con la malvagità del vivere in simile contesto. Non ha grandi ambizioni, soltanto studiare un giorno veterinaria, lontana dal paese. Progetto che va subito a cozzare con una realtà che più brutale non si può. Un rapporto affettivo, diciamo così, che si rivela «maschiamente» insostenibile ed una famiglia chiusa in un silenzio antico. 

Tutto brutto e tutto negativo ? No, assolutamente no. Anche i personaggi tremendi nascondono pieghe caratteriali o inclinazioni insospettabili. Ad esempio il padre di Samantha, così taciturno e chiuso, per la figlia sarebbe disposto a tutto (e lo fa!). Il dittatore de noantri poi ha un figlio di 31 anni con il cervello da 5 (e lo chiama apertamente «il deficiente») ma per lui … . Ancora, Samantha, lei è speciale per davvero. La cose della vita l’hanno portata ad essere dura come un diamante grezzo, animata da una ribellione senza limiti (anche contro se stessa, e qui Manzini compie un capolavoro!). E il frate … e … . Personaggi in grado di sostituire summe di psicologia perché descritti con rara sensibilità e precisa finezza. Ovviamente non riveliamo qui tutto lo svolgimento delle storie, le loro svolte clamorose e le loro «scene madri». Ci basti dire che «La mala erba» è molto più di un romanzo e che Manzini è senza dubbio il miglior scrittore italiano vivente.

«La mala erba», 2022, ANTONIO MANZINI, ed. Sellerio, 2022, pag. 353, Euro 15.00.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!