Mattei e le fiabe dei fratelli Grimm

Pubblicità

Di

Germano Mattei non è amico del lupo. Anzi, direi che il lupo in quanto genere gli sta decisamente sui marroni. Stupisce che non abbia ancora creato la lega anti lupo.

Poi essere contrari al lupo ci sta, è un diritto. Ma Germano Mattei, ex montagna viva, sta diventando un irriducibile che comincia a rasentare il fanatismo. Da tempo, l’attempato ex deputato in Gran Consiglio, si caglia contro i lupi come se contassimo centinaia di vittime in Ticino. (leggi qui sotto)

Che il lupo sull’arco alpino, negli ultimi 150 anni non abbia mai attaccato o ucciso nessuno è un dato di fatto. Per i secoli precedenti non sapremmo dire, ma andando indietro di secoli la verità diventa sempre più labile e la storia si avvicina alle fiabe dei fratelli Grimm.

Ed è proprio scomodando cronache della prima metà dell’ottocento (dunque di più di 170 anni fa) che il Mattei ci reitera il terrore medioevale della feroce belva:

“Servizio del CdT domenicale preoccupante. Pensate che è prevista neve sino a 1000 metri e quindi i numerosi lupi nel territorio scenderanno a Valle e nelle pianure urbanizzate. ATTENZIONE! 

Aggressioni a bambini. Uno studio Lombardo ci rivela che oltre metà ottocento 12 bambini furono predati saluti nel mendrisiotto. Rimaneva solo la testa e un pezzo di spina dorsale. I Sacerdoti si rifiutarono di celebrare il funerale, in quanto mancava il corpus mortis. Un editto dell’allora Vescovo di Como li obbligo a celebrare il rito funebre. Attenzione il passato può tornare!”

Inserire immagine

Sembra di ricordare la famosa storia della bestia del Gevaudan, l’orribile mostro che nella seconda metà del ‘700 uccise secondo le cronache, 113 vittime. Una cosa difficile da credere anche oggi. C’era chi parlava di un leone, chi di una iena e chi di un grosso lupo.Alla fine il re mandò i suoi dragoni e fu uccisa una bestia che il naturalista francese Buffon, nonostante la carcassa fosse in avanzato stato di decomposizione, catalogò come un grosso lupo. La bestia e le sue uccisioni rimangono tutt’oggi avvolte nel mistero, visto che la fine della storia non convinse nemmeno i contemporanei.

Parlare di cronache settecentesche o ottocentesche non solo è ridicolo, ma anche fuorviante. Un po’ perché evoca proprio quelle fiabe con il lupo cattivo o l’orco di turno, un po’ perché in mancanza di riscontri scientifici non si è in grado di stabilire chi o cosa abbia ucciso una persona. Non è inusuale l’idea che assassini seriali nei secoli passati maschrassero la loro attività mutilando i cadaveri per far credere all’assalto di bestie selvatiche.

A noi rimane la constatazione, questa sì scientifica, che non sono monitorati attacchi di lupi negli ultimi 150 anni, e questa è una certezza. Uno studio (questo vero, lo trovate a questo link: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320719318725) recente realizzato in Svezia, conferma che questi animali si allontanano dalle zone frequentate dall’uomo. 

Poi ci sono i cani inselvatichiti o ibridati coi lupi, e qui è un’altra storia, questi animali hanno spesso più familiarità con l’uomo e sono più pericolosi, ma NON sono lupi.

Questo vuol dire che nessun lupo attaccherà mai un essere umano? No certo. Da qui però a parlare di teste di bambini e di spine dorsali spolpate, un po’ ce ne passa. 

Voi continuate a girare sereni per le montagne e usate la testa, questo vale per un lupo, per un orso o per una vacca che allatta. Rispetto, intelligenza e prudenza valgono sempre in montagna, non solo quando si incontrano animali

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!